Loggia, impiegata denuncia irregolarità: "Ora sono vittima di mobbing"

A seguito della denuncia alla procura della Repubblica, datata gennaio 2015, la Loggia ha fatto partire nei confronti della donna una procedura disciplinare. L'impiegata racconta anche di essere stata vittima di mobbing

BRESCIA. Nell'ottobre 2014 aveva denunciato ai propri superiori  "gravi irregolarità" nella gestione di alcune pratiche riguardanti gli immigrati, dopodiché sarebbe stata messa a fare le fotocopie ed “emarginata” diventando tata vittima di mobbing. Dopo la denuncia alla Procura della Repubblica, che risale allo scorso gennaio, è stata colpita anche da un provvedimento disciplinare. Pochi giorni fa ha scritto a Raffaele Cantone, presidente dell´Autorità nazionale anti corruzione, raccontando gli sviluppi della vicenda, riportata dal quotidiano Bresciaoggi, e chiedere aiuto. 

Le prime denunce Ylenia Meini, dipendente del Settore Servizi demografici del Comune da 17 anni, le ha inoltrate lo scorso ottobre.  L'impiegata comunale si sarebbe accorta di presunti illeciti, denunciando gli erronei comportamenti di alcuni colleghi, verificatosi in procedimenti che avevano per oggetto i familiari degli stranieri diventati cittadini italiani. In poche parole la documentazione di nascita, matrimonio, divorzio, fornita dagli stranieri diventati italiani, giaceva sulle scrivanie dell'ufficio per mesi o anni senza essere protocollata per non dare avvio al procedimento. 

Una volta che le richieste venivano prese in considerazione, erano datate come se fossero state appena ricevute e quindi protocollate. Trascrivendo vecchie pratiche, sarebbe inoltre successo che gli atti avessero delle marche da bollo con prezzi non più in vigore e non aggiornati. L'impiegata aveva quindi fatto notare tutte le incongruenze rilevate alla sua dirigente, alla segretaria comunale, alla capo area e al direttore generale, affiancata da un sindacalista della Rsu. Da quel momento la sua vita lavorativa sarebbe diventata un vero inferno. Prima sarebbe stata incaricata solo di fare fotocopie, di ordinare e protocollare documenti, con l'imperativo di non toccare i registri dell'anagrafe, poi sarebbe stata messa in malattia per 6 settimane. 

A quel punto la donna ha inviato la denuncia alla Procura della Repubblica e di tutta risposta è scattato nei suoi confronti un provvedimento disciplinare, con richiesta di licenziamento con preavviso, per aver fornito alla Procura della Repubblica documenti d'ufficio. 

L'impiegata contesta anche la presenza nella commissione disciplinare di dirigenti non indipendenti rispetto alla sua vicenda e propone la ricusazione e la sospensione del procedimento fino allesito delle indagini della Procura della Repubblica. Nel frattempo, però, anche la valutazione del suo rendimento passa dai voti alti all´insufficienza e il suo stipendio viene decurtato. Ad oggi la dipendete non ha ancora ricevuto risposte e si è rivolta così a Raffaele Cantone per metterlo a conoscenza del caso. 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • La nuova star della dieta? Un nutrizionista bresciano: "Ecco il mio metodo"

  • Tutte le regioni zona gialla a dicembre, ma si va verso il divieto di spostamento

  • Tragedia in paese: giovane uomo si chiude in garage e si toglie la vita

  • Massimo Boldi: il negazionista Covid testimonial del nuovo spot di Regione Lombardia

  • Maestra positiva al Covid: "Dolori allucinanti, anche alla testa. Ho temuto d'essere morta"

  • Zona rossa: il ristorante rimane aperto a pranzo, ed è tutto a norma di legge

Torna su
BresciaToday è in caricamento