Maxi operazione "Boca": tonnellate di cocaina, 56 arresti, 1 milione sotto sequestro

Stando a quanto ricostruito, le organizzione smantellete dalla Guardia di Finanza erano in grado di portare nella nostra provincia, dove avevano sede tre depositi per lo stoccaggio della droga, oltre una tonnellata di cocaina all’anno

La droga sequestrata © Bresciatoday.it

56 arresti, di cui 24 in flagranza di reato, 130 chilogrammi di cocaina, armi e beni per oltre 1 milione di euro sequestrati: sono i numeri ‘monstre’ dell’operazione antidroga - denominata Boca (Brescia operazione criminalità albanese) - condotta dalla Guardia di Finanza. L’indagine ha permesso di smantellare tre organizzazioni criminali albanesi che importavano cocaina dal Sud America per poi ‘custodirla’ nel Bresciano e rivenderla in tutto il nord Italia. Stando a quanto ricostruito dagli inquirenti, i sodalizi erano in grado di portare nella nostra provincia, dove avevano sede tre depositi per lo stoccaggio della droga, oltre una tonnellata di cocaina all’anno: un qualitativo in grado di rifornire tutto il Nord Italia. Un giro d’affari davvero enorme: si parla di 100 milioni di euro. 

Gli arresti

Le misure di custodia cautelare sono state eseguite in in Italia, Albania, Germania, Olanda, Belgio e pure in Grecia nelle scorse ore: 21 gli arresti avvenuti nel Bresciano. Alle oltre 50 persone finite in manette e in carcere - in buona parte di nazionalità albanese -  si aggiungono 30 indagati a piede libero: tra loro ci sono anche i genitori del 14enne trovato con 3 chili di cocaina purissima nello zaino e arrestato nel dicembre del 2017. 
Proprio la coppia di albanesi, secondo gli inquirenti, si occupava di tenere la cassa dell’organizzazione che stoccava la droga nel Bresciano. Tre i depositi dove veniva custodita la cocaina scovati dai militari: si tratta di garage e appartamenti situati in città (uno in Via Valcamonica, l’altro in Via Milano) e a Cazzago San Martino.

La rotta della droga 

Lo stupefacente veniva portato in Europa in nave poi viaggiava a bordo di decine di auto ingegnosamente modificate. Il viaggio partiva dal Sud America: la cocaina arrivava nei porti olandesi, dove i sodalizi potevano contare su addetti compiacenti, pagati per far passare la droga. Dopo una tappa in Germania (a Francoforte) raggiungeva il Bresciano. Le macchine usate per i viaggi erano dotate di doppi fondi altamente sofisticati, tutti costruiti all’interno di una concessionaria di auto usate della Versilia, appartenente ai trafficanti.

Vani nascosti che si aprivano solo con precisi comandi: andava contemporaneamente innestata la retromarcia, spenta l’aria condizionata e avviato il motore per aprire lo scompartimento situato nel cruscotto dove veniva occultata la droga, in massicce quantità ( anche 30 kg per volta), o i soldi.
 Le auto usate per i viaggi erano un’Audi Q5, una Peugeot 208, due Peugeot 3008, una Opel Insigna, una Bmw serie 5 - fermata a Concesio due anni fa con 10 kg di droga - e una Mercedes classe A. Tutti i veicoli erano intestati ai componenti organizzazione e spesso avevano targhe temporanee. Per non attirare troppo l’attenzione, in caso incappassero in un controllo stradale, i corrieri compravano alcuni giorni prima alcuni biglietti delle navi dirette in Albania, in modo da per giustificare la loro presenza in Italia. 
          

Le indagini 

Proprio la scoperta dell’ingegnoso marchingegno installato sulle auto ha consentito ai militari di far scattare le manette in flagranza di reato per ben 24 persone. Le indagini sono durate poco più 12 mesi, durante i quali sono stati eseguiti numerosi sequestri e arresti nel Bresciano, nella Bergamasca, a Lucca, Pavia, Macerata, Monza, Modena e pure in Olanda, nei dintorni dell’aeroporto di Amsterdam. 
Tutto ha avuto inizio da un sequestro di 6,6 kg  di cocaina effettuato a una giovane rumena a Brescia alla fine del 2017. Quell’episodio ha fatto scattare le indagini - da subito internazionalizzate - per risalire ai fornitori.  L’inchiesta ha permesso di sgominare ben tre organizzazioni: una faceva riferimento ad un albanese di casa in Belgio, che poi stoccava  la cocaina nella nostra provincia, un’altra operava in Olanda e l’ultima era attiva sia in Olanda che in Germania. 

Traffico internazionale di droga, ma pure sequestri di persona. 

Organizzati, potenti e pure pericolosi, disposti a tutto - anche a rapire uno degli associati che aveva tradito l’organizzazione -  pur di continuare i remunerativi affari illeciti. Si tratta del custode del magazzino di Francoforte, che aveva rubato una partita di droga: è stato tenuto prigioniero in un appartamento e massacrato di botte. I sequestratori sono stati arrestati proprio mentre stavano acquistando le armi per uccidere l’ostaggio.

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Un milione di euro sequestrati

Gli inquirenti stimano che durante le indagini l’organizzazione abbia movimentato ben 350 chili di cocaina, di cui 130 sono finiti nelle mani della Guardi di Finanza, insieme ad appartamenti, macchine e alla concessionaria di cui si servivano i trafficanti. In tutto sono stati sequestrati beni per un totale di 1 milione di euro. Non facile mettere le mani su tutti i proventi del business: i soldi guadagnati con il traffico di droga venivano in buona parte reinvestiti in Albania.

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