Bagnolo Mella: quattro indagati per contrabbando di "osei"

I Forestali del NIPAF di Brescia, comandati dal Commissario Giuseppe Tedeschi, hanno individuato due figli gestori del ristorante di Bagnolo Mella, che, assieme al padre e un amico, si dedicavano al commercio e alla cattura degli uccellini vietati

I Forestali del NIPAF di Brescia, comandati dal Commissario Giuseppe Tedeschi, hanno individuato due figli gestori del ristorante di Bagnolo Mella, che, assieme al padre e un amico, si dedicavano al commercio e alla cattura degli uccellini vietati.

Dopola visita  dei Forestali, per paura del prossimo arrivo delle squadre speciali del NOA (Nucleo Operativo AntiBracconaggio) del Corpo Forestale dello Stato, in missione a Brescia dal prossimo ottobre, hanno dichiarato che avevano deciso di smettere l'attività.
Ma i NIPAF ed i Forestali del luogo, individuato il posto, hanno fermato i due bracconieri, il padre dei ristoratori ed un amico, che avevano installato un chilometro di reti piazzate all’interno di un campo di mais non lavorato. In seguito, la perquisizione domiciliare al noto ristorante di Bagnolo Mella, dove è stato trovato un  frigorifero colmo di uccelli il cui numero esatto è ancora da quantificare. Nelle reti sono stati trovati 200 volatili, metà dei quali già morti. I quattro ora risultano indagati per detenzione illecita, uccellagione e maltrattamento di animali.

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