Utopia e Distopia: un viaggio d'arte (e nell'arte) dalle colline della Valtenesi

Prosegue fino a venerdì l'esposizione di "Utopia-Distopia", il tema della terza edizione di Fusion Arts a Villa Galnica di Puegnago

Ingresso (in notturna) di Villa Galnica a Puegnago

Utopia e Distopia: incredibile ma vero, per raggiungere la passerella di Christo sul lago d'Iseo si vive proprio l'esperienza “Utopia” (quella di Christo) e l'esperienza “Distopia” (quella delle lunghe code sotto il sole, e allora vale la battuta che “se ce lo facesse fare il datore di lavoro, faremmo sciopero”).

Premessa doverosa: potrebbe essere infatti ben più gradevole godersi gli affascinanti saloni affrescati di Villa Galnica, in piazza a Puegnago del Garda, con ingresso vista lago, piacevole frescura all'interno (e di questi tempi non è male) e nel percorso quasi guidato ammirare le esposizioni di opere di pittura, scultura, fotografia, installazioni varie. Fusion Arts, terza edizione: archiviata la full immersion di domenica scorsa, la mostra continua fino a venerdì, aperta la mattina dalle 9.30 alle 12.30 e il pomeriggio dalle 14.30 alle 19. Da non perdere. Il tema è quello di cui sopra: “Utopia” e “Distopia”, sviluppato lungo una mostra itinerante e interattiva, accompagnata da un concorso provinciale appunto di pittura, scultura, fotografia e installazioni. Ce n'è per tutti i gusti.

Sezione Fotografia

Suggestive le nevicate fissate da Davide Papetti, nelle quali emergono poche tracce del passaggio umano. Poi la bella serie di foto del Fotoclub Valtenesi, in grado di interpretare il tema fissando il volo dei colombi dai vetri rotti di una finestra, o la città notturna oltre le stesse schegge di vetro, le fabbriche abbandonate ancora frequentate da fantasmi di operai, distese desertiche e delicati paesaggi campestri. Alice Biazzi invece si sofferma, con sguardo malinconico e ironica curiosità, su dettagli internazionali fra detriti e orme, perfino piccole uova di rana che diventano bollicine. Poi, quasi con nonchalance, sul terrazzo di passaggio l'esposizione di Giovanni Pizzocolo, The Border, già esposta a Brescia (al Museo della Fotografia) e a Moniga del Garda. Migranti in cammino: immagini di ragazzi, giovani e adulti, bambini fermati al confine tra i Balcani, la Serbia e la Macedonia, persone al limite delle loro forze. Bambini dagli sguardi intensi, tristi, pensosi: come fossero uccelli smarriti, usciti dal nido quando ancora devono imparare a volare. Qualcuno gioca in una scatola di cartone, altri due ci fissano seri, dietro un'inferriata. All'improvviso, una bimba: allunga una manina oltre la barriera per offrire un quadretto di cioccolata ad una guardia in assetto da guerra. Ogni adulto esprime emozioni diverse: speranza, inquietudine, sorpresa. Simbolo ideale per il tema della mostra.

Fuori concorso le installazioni: pesci con squame che scintillano alla luce, nati dalla creatività di Corinna Pandolfi, che li ha realizzati con oggetti metallici quotidiani, da cucina. Destino inverso: non più la padella, ma la parete.

Sezione Pittura

Paola Faccincani realizza sogni con ampie pennellate di colori, stelle filanti, ondeggianti, distese. Poi ordinati parallelepipedi, colorati, che coprono una piramide argentea, e ancora ondate che sfumano dal giallo al viola: un'utopia fatta di energia e colori. All'opposto, Ruben Orizio: l'artista imprime elegie amare sulla caduta di tutte le utopie. Tracce fissate su basi di legno, apribile e richiudibile grazie a cerniere metalliche: diventano un grande manifesto, dove fede, bellezza e libertà sono sepolte in un unico grido di dolore, di distopia pura. Anche Paolo Pomati si sofferma su aspetti corporei truci per descrivere i rapporti umani: suscita emozioni contrastanti, che portano a riflessioni diverse. In alcune opere riesce a estrapolare momenti di eleganza, nei profili di donne con copricapi crittografati, tracce di connessioni cerebrali come geroglifici. E così, grazie ad una mano sapiente, l'opera Emicrania diventa elegante fusione di utopia e distopia. Rimanda a temi mitici Dorothy Bhawl, suggerisce minotauri e altri gruppi ambigui ma con coerente stesura del colore. Più rassicurante la sapiente pittura di Danilo che traccia fiori azzurri tra verdi decadenze paludose. Pienamente padrona dell'arte decorativa invece Gloria Giovannella, che rende al presente tracce antiche in oro, ocra e turchese, con opere atte (e adatte) a ravvivare i salotti contemporanei. Da vedere anche tante altre espressioni artistiche: da Andrea Dottesi a Martina Dall'Oglio, da Simone Tonoli a Massimo Boschiroli, e poi Francesco Fusi, Gianluca Bacchi, Zallicus24, Nemo, Gabriella Andriopoulos, Federico Divari e Silvia Parolini. Ve lo anticipiamo, ma forse lo sapete già: diventeranno meritatamente famosi!

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Ragazza grave in ospedale per un'infezione: un altro caso dopo Veronica?

  • Operai al cimitero: la bara scivola, si rompe e fuoriesce la salma

  • Troppa nebbia, esce di strada e finisce nel canale: muore annegato nella sua auto

  • Ragazza di 16 anni in ospedale: "E' lo stesso Meningococco di Veronica"

  • Tragedia avvolta nel mistero: cadavere trovato in autostrada, lungo la corsia di sorpasso

  • Travolta e investita da un camion sulle strisce pedonali: donna muore sul colpo

Torna su
BresciaToday è in caricamento