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Aeroporto Montichiari: "Facciamo squadra per lo sviluppo del paese"

L'appello viene da Paolo Arena, presidente della Catullo Spa: "Non è più il tempo di capire se una cosa é bresciana, veronese o trentina"

L'aeroporto di Brescia Montichiari é "una opportunità di sviluppo per il paese", ma "bisogna fare squadra perché non è più il tempo di capire se una cosa é bresciana, veronese o trentina". Cosi’ Paolo Arena, presidente della Catullo Spa, che il 18 marzo scorso ha ottenuto il rilascio di una concessione quarantennale per gestire lo scalo.

"C'é un'opportunità, e con la concessione lo dimostreremo, di intercettare quelle merci in fuga verso il Nord Italia", spiega Arena in un'intervista, ricordando che si tratta di un'area di oltre 47 chilometri quadrati, "in grado già oggi di gestire fino a 150.000 tonnellate di merci".

Quanto ad un eventuale ricorso al Tar da parte della società bresciana Abem e di Sacbo, la società che gestisce lo scalo di Orio al Serio (Bergamo), il manager non è preoccupato: "non temiamo il ricorso perché la concessione è stata data seguendo delle valutazioni tecniche e non politiche". Intanto, la Catullo Spa, che gestisce anche lo scalo di Verona, guarda oltre verso un partner industriale e ha contatti informali con più soggetti, sia italiani che stranieri.

La Catullo Spa dal 1999 ha investito 57 milioni di euro nello scalo bresciano per il potenziamento dell'attività cargo. Nei prossimi anni, secondo Arena, "ci sono possibilità di investimenti per sviluppare la logistica e tutto quello che sarà necessario allo sviluppo di quella pista per oltre 500 milioni con una possibilità di creazione di posti di lavoro che è sconvolgente". Il manager chiede dunque la collaborazione di tutti e precisa: "noi non siamo né contro i bresciani, né contro Abem e Sacbo, ma ci aspettiamo che questi soggetti non siano contro un'altra società ma per lo sviluppo del sistema Italia".

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"Siamo convinti che dopo 14 anni di investimenti, la Catullo abbia dimostrato la bontà del suo piano ai ministeri competenti" che hanno lo valutato prima di rilasciare la concessione. Quanto all'idea del patron di Esselunga, Bernardo Caprotti, di creare a Brescia Montichiari un hub per il traffico passeggeri nel nord Italia, secondo Arena, è un'ipotesi che in futuro "potrebbe essere di supporto a Malpensa e agli altri aeroporti del Nord Italia" considerando che fra trent'anni, secondo le stime della Catullo, il trasporto aereo in quest'area "raggiungerà i 90 milioni di traffico passeggeri, ossia piu’ di 34 milioni rispetto ad oggi". Per cui "le infrastrutture presenti oggi negli aeroporti del nord non sarebbero in grado di dare risposta a questo traffico".

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