Vestiti e accessori di marca, maxi-sequestro: più di 500.000 i prodotti "taroccati"

Il blitz della Guardia di Finanza: a Brescia un laboratorio clandestino per la produzione di vestiti e accessori taroccati. Ne sono stati sequestrati più di 500mila

Foto © Bolognatoday.it

Quasi mezzo milione di prodotti “tarocchi”. A questo ammonta il maxi-sequestro operato dalla Guardia di Finanza di Bologna, che ha denunciato 26 persone, ritenute i componenti di una organizzazione diffusa in tutta Italia dedita alla contraffazione di noti marchi della moda casual (da Lacoste a Ralph Lauren, Fred Perry e Moncler, Napapijri e Louis Vuitton, Gucci e perfino Cartier).

L'indagine, svolta dai pm della Procura di Bologna, ha portato anche al sequestro di tre siti di produzione e una tipografia, con macchine da cucire professionali. E uno di questi laboratori clandestini – dove appunto venivano confezionati i “tarocchi” – era proprio a Brescia.

Secondo quanto emerso dalle indagini i prodotti venivano pubblicizzati e venduto attraverso alcuni gruppi Facebook, i prodotti dichiarati esplicitamente contraffatti. L'inchiesta è partita da Bologna, Ferrara, Macerata e Nuoro, per poi allargarsi per tutto lo Stivale. I capi grezzi venivano importati da Turchia e Cina, oppure rivolgendosi a una strutturata rete di produzione.

Le indagini

Iniziate lo scorso anno da Bologna, si sono concluse la scorsa settimana quando oltre 150 finanzieri hanno eseguito un provvedimento di perquisizione, emesso dalla Procura, nei confronti di 26 soggetti italiani, senegalesi e marocchini, indagati per associazione a delinquere finalizzata all'importazione e alla distribuzione di prodotti contraffatti. Oltre a Bologna, le province coinvolte sono Parma, Ferrara, Verona, Brescia, Bergamo, Torino, Macerata, Napoli e Nuoro.

L'operazione, chiamata 'Macumba' dal soprannome di uno degli indagati, è stata condotta dal Gruppo Tutela mercato beni e servizi del Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Bologna, coordinato dai pm Stefano Orsi e Augusto Borghini.

"I venditori. che avevano un vero e proprio catalogo online - spiega il colonnello Luca Torzani - specificavano che la merce non era originale, e gli acquirenti, che una volta individuati verranno multati, ricevevano i prodotti per posta, o li ritiravano direttamente, dopo aver pagato tramite Paypal, ricarica PostePay o bonifico".

Fonte: Bolognatoday.it

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