Venerdì, 18 Giugno 2021
Cronaca

Rubate offerte per un milione nella parrocchia di Papa Roncalli

Monsignor Dolcini, parroco del paese, si è improvvisato detective e ha incastrato un suo collaboratore

La chiesa parrocchiale di Sotto il Monte

Un ammanco di un milione di euro nelle offerte della parrocchia di Sotto il Monte, il paese dove nacque, il 25 novembre 1881, il futuro Papa Giovanni XXIII, Angelo Roncalli. Lo ha scoperto il parroco, monsignor Claudio Dolcini, che si è dovuto per questo improvvisare detective.

Al termine della sua indagine, è finito sotto accusa - anche se non è ancora stata formalizzata alcuna denuncia - un collaboratore parrocchiale impegnato nella gestione degli affari economici.

Tutto è cominciato nel settembre del 2011, quando monsignor Dolcini diventa parroco di Sotto il Monte, trovando una situazione debitoria. A quel punto il neo parroco chiede a tutti i collaboratori impegnati nella gestione delle offerte di restituire le chiavi in loro possesso. Dopodiché monsignor Claudio fa installare in sagrestia una cassaforte: tutte le offerte dovranno convergere al suo interno e da lì potranno prelevare soltanto lui e il suo vice.

Alla chiusura del bilancio 2012, però, la sorpresa: alcune offerte sono triplicate, mentre quelle per le candele no. Il sospetto è che qualcuno si impossessi del denaro prima che venga collocato nella cassaforte. Così monsignor Dolcini si trasforma in detective. Per prima cosa si accorge che le candele alla Messa serale della domenica sono parecchie, ma il lunedì mattina le offerte sono ben poche. Così il sacerdote piazza alcune banconote 'civetta' nella cassetta delle offerte delle candele: soldi che hanno un piccolo segno di riconoscimento. Banconote che, il lunedì mattina, però non ritrova.

Allora il sacerdote installa una telecamera nei pressi della cassettina delle offerte e un monitor nel campanile. Terminata la Messa della domenica sera, il sacrestano chiude la chiesa e se ne va. Poco dopo entra un uomo che, aprendo regolarmente la chiesa con le chiavi, si mette ad armeggiare proprio alla cassetta delle offerte.


Ma monsignor Claudio sta guardando tutto dal monitor nel campanile: esce quindi allo scoperto e chiede spiegazioni al collaboratore, a partire dal fatto che l'uomo aveva ancora le chiavi della chiesa benché il sacerdote avesse chiesto a tutti la restituzione da tempo. Monsignor Dolcini approfondisce i conti parrocchiali e arriva a stimare un presunto ammanco vicino al milione di euro. Il volontario operava per la parrocchia da oltre dieci anni. Per ora non è stato denunciato.

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