Sangue sul volto, i capelli strappati: picchiata a sangue dal fratello

Storia di violenza a Soresina, sul confine tra Brescia e Cremona: una madre disperata scrive alla Procura e chiede che il figlio torni in carcere. A Ferragosto aveva picchiato a sangue la sorella più piccola

“Non potevamo restare tutti e quattro sotto lo stesso tetto. Le ragazze avevano paura, e io anche. Se mio figlio ha sbagliato, è giusto che paghi. Se ogni volta che picchia qualcuno poi viene rimandato a casa, non potrà mai rendersi conto dei propri errori”.

Queste le parole della madre del ragazzo di 26 anni di Soresina, sul confine tra Brescia e Cremona, che ha chiesto (e ottenuto) dalla Procura il rinnovo della carcerazione del figlio, che dopo aver aggredito e picchiato la sorella era stato subito scarcerato, e messo ai domiciliari.

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La madre, insieme alle due figlie (una di 20 anni, l'altra ancora minorenne), aveva dunque deciso di lasciare la sua abitazione, per andare ad abitare a casa di un'amica. Impossibile convivere con un figlio così violento, avrebbe raccontato alla Procura in una lettera.

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