Ladri ingegneri di nuovo in azione: auto rubate con l'aiuto della tecnologia

Doppio furto in poche ore: rubate una Fiat 500 Abarth e una Jeep Renegade. I ladri hanno utilizzato un dispositivo per aprire le portiere a distanza

Gli interni di una Jeep Renegade (foto d'archivio)

Un doppio colpo da veri professionisti, da veri “ingegneri” del furto: nella notte tra lunedì e martedì a Soncino, al confine con Orzinuovi, sono riusciti a rubare due automobili in rapida sequenza, utilizzando un dispositivo appositamente progettato in grado di aprire le portiere a distanza, senza danni e soprattutto senza far rumore.

Una brutta sorpresa per i proprietari delle due auto, che si sono accorti del fatto solo la mattina successiva. Nella rete dei banditi ci sono finite una Fiat 500 Abarth e una Jeep Renegade. Indagano i carabinieri, ma non sarà facile.

La denuncia di furto è arrivata infatti solo a qualche ora di distanza: i mezzi rubati potrebbero aver percorso già parecchi chilometri. Sono diverse le modalità utilizzate per furti d'auto di questo tipo. I ladri “ingegneri” potrebbero sfruttare i bug del sistema keyless: una volta aperta la portiera la macchina parte senza chiave.

Oppure il cosiddetto “jammer”, un dispositivo in grado di disturbare il segnale che parte dal telecomando e arriva alla chiusura centralizzata dell'auto. Infine l'interrogazione della centralina: i malviventi utilizzano un software in grado di leggere la centralina dell'auto, e ottenere così il codice su cui è modellata la chiave.

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