Rifiuti avvistati dal cielo: sequestrata discarica abusiva da 300 metri cubi

L'area sospetta è stata individuata dal satellite, e poi verificata con elicotteri e droni: smascherata una discarica abusiva in una fabbrica dismessa di Rovato

Foto d'archivio

Non si sfugge all'occhio attento della legge: nemmeno se a migliaia di chilometri di distanza. Sono stati individuati così, grazie alle riprese da satellite, i rifiuti pericolosi (e abusivi) stoccati in una fabbrica abbandonata a Rovato. A seguito dei primi scatti aerei, a cura di Arpa, sono proseguiti gli accertamenti sia con i droni – ancora di Arpa – che in elicottero, con la collaborazione del Nucleo elicotteristi dei carabinieri di Orio al Serio, fino al blitz via terra che ha coinvolto anche i carabinieri Forestali.

Discarica abusiva a Rovato: i dettagli dell'operazione

E' la cronaca di un'altra operazione riuscita del Nucleo ambiente coordinato dalla Prefettura di Brescia, che con le stesse modalità – satelliti, elicotteri e droni – aveva permesso di localizzare, alla fine di novembre, un'altra discarica abusiva, in territorio di Castelcovati. Il deposito illecito, stavolta, era stato allestito in uno stabilimento di smesso.

A quanto pare, i gestori della precedente fabbrica di stoffe e filati sintetici avrebbero lasciato scarti e residui di lavorazione una volta abbandonata l'area, senza mai ripulirla. Sul posto sono stati infatti recuperati inerti edili, anche da demolizione, balle di stoffa e plastica pressata, perfino bidoni e cisterne di oli e lubrificanti esausti. Una situazione ad alto rischio ambientale, con 300 metri cubi di rifiuti in un'area di circa 500 metri quadrati.

Rifiuti avvistati dal cielo: come funziona il progetto Savager

Ulteriori accertamenti sono in corso. Mentre prosegue l'attività del Nucleo ambiente, con il supporto del progetto Savager (Sorveglianza avanzata gestione rifiuti) sviluppato da Arpa in collaborazione con il Politecnico di Milano, e finanziato dalla Regione. Savager utilizza una strategia di controlli a due livelli.

Con il primo livello, la sorveglianza, si effettua una mappatura periodica a tappeto di vaste aree del territorio regionale per mezzo dell'osservazione da satellite e areo, utilizzando tecnologie di intelligenza artificiale e Geospatial Intelligence. Il risultato è costituito da elenchi di siti potenzialmente critici, poi valutati dai Nuclei ambiente delle prefetture. Anche durante i controlli da terra, i droni forniscono un contributo importante nella mappatura delle tipologie di rifiuti e nella loro quantificazione.

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