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Bimbo si sente male fuori da scuola: è tenuto in vita da un respiratore

È ricoverato in rianimazione, all’ospedale di Bergamo, il bimbo di 6 anni colpito da un attacco cardiaco poco dopo essere uscito da scuola. Il quadro clinico è disperato

Il filo di speranza a cui aggrapparsi è davvero sottilissimo: il quadro clinico di Mohamed sarebbe infatti disperato. Colto da un improvviso attacco cardiocircolatorio, mentre camminava al fianco della madre e della sorellina lungo le strade del centro di Roncadelle, è stato ricoverato all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, nel reparto di rianimazione pediatrica.

Il bollettino medico non è affatto buono: il bimbo di soli 6 anni pare non rispondere alle terapie ed è tenuto in vita da un respiratore. Sono davvero ore di angoscia per i familiari attorno ai quali si è stretto l’intero paese. Tanti i messaggi di solidarietà lasciati sui social e gli inviti a pregare affinché le condizioni di Mohamed migliorino. La scuola elementare  ‘Gianni Rodari’ si è invece attivata per fornire un supporto psicologico ai genitori del bimbo e a tutti i piccoli alunni che hanno assistito ai drammatici istanti vissuti lunedì mattina. 

Il grave malore poco dopo il suono della campanella di fine lezioni. Il piccolo, che aveva appena cominciato il percorso scolastico, si è improvvisamente accasciato a terra mentre percorreva a piedi via Roma, insieme alla mamma, alla sorella di 9 anni e ad alcuni compagni. Una scena scioccante e drammatica: Mohamed avrebbe gridato il nome della madre prima di perdere conoscenza e andare in arresto cardiaco.  

Proprio la mamma del piccolo avrebbe praticato le manovre di rianimazione, in attesa dell’arrivo dell’ambulanza e dell’elisoccorso, atterrato poco distante, nel campo da basket dell’istituto comprensivo del paese. Non sarebbe la prima volta che il piccolo accusa improvvisi malori: pare infatti che soffrisse di diversi problemi di salute.

Il cuoricino di Mohamed avrebbe ripreso a battere solo a bordo dell’eliambulanza, durante il trasporto al Papa Giovanni XXIII, scelto perché dotato di un macchinario che consente la circolazione extra corporea in pazienti con problemi cardiaci. La sua vita è ancora appesa ad un filo .
 

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