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Crisi antinfluenzale: tra paesi dimenticati e vaccini presto perduti

Da poco meno di una decina di giorni al via le giornate della prevenzione in cui recarsi nei circa 200 punti di vaccinazione predisposti dall'ASL. Ma la polemica non si placa, a Moniga solo tre ore e a Cimbergo manco una

Un po’ di malcontento ma pure qualche polemica sulle somministrazioni dei vaccini antinfluenzali da quest’anno autogestite dall’ASL di Brescia dopo l’eliminazione del rimborso per i medici di base che somministravano le dosi, anche casa per casa. Il 5 novembre scorso (GUARDA QUI L’ELENCO COMPLETO PROVINCIALE) hanno ufficialmente preso il via le giornate della prevenzione in cui la cittadinanza è invitata a recarsi nei luoghi segnalati per ricevere la meritata punturina.

I vaccini saranno somministrati gratuitamente ad anziani, bambini e adulti con malattie croniche attraverso gli oltre 200 punti di vaccinazione selezionati dall’ASL diffusi capillarmente sul territorio ma che a conti fatti non riusciranno a garantire il servizio completo che ci si potrebbe aspettare. Ci sono infatti paesi che avranno a disposizione un giorno solo, anzi poche ore, da Vallio Terme a Idro passando per Moniga del Garda e Barghe, Sabbio Chiese e Paitone, paesi che invece di opportunità ne avranno solo due (Manerba del Garda o Bagolino) e paesi che invece sono proprio esclusi, vedi Magasa e vedi Cimbergo.

“Un disservizio che graverà sulle spalle di categorie in difficoltà – ha scritto il Bresciaoggi lo scorso 28 ottobre – e i Comuni dovranno attingere dalle loro casse, già martoriate dai tagli alla spesa pubblica, per garantire ai loro cittadini la possibilità di vaccinarsi. L’uscita di scena dei medici di base (solo il 10% ha accettato di vaccinare gratuitamente) potrebbe rivelarsi un ostacolo per chi non può muoversi autonomamente, e parte delle 155mila dosi di vaccino arrivate a Brescia potrebbe restare inutilizzata”.

“Sul tema delle vaccinazioni – ha detto tempo fa il consigliere IDV Francesco Patitucci – risulta incomprensibile che da quest’anno, e solo a Brescia, anziani e malati non possano più farle presso i loro medici di base ma siano obbligati a recarsi nei punti ASL, con tutti gli evidenti disagi che ne conseguono”. Per chi non riuscirà ad ottemperare ai tempi pattuiti infatti, la soluzione potrebbe essere un ulteriore salasso privato in farmacia.

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