Ubriaco, picchia la convivente davanti ai coinquilini

La donna perdeva sangue da un occhio ed è stata medicata in ospedale. Il compagno finirà davanti a un giudice

Immagine di repertorio

Più che una convivenza, era una vera e propria dipendenza, sfociata in sopraffazione e violenza. A porre fine a un mese turbolento di permanenza nella nostra provincia da parte di una 36enne bergamasca è stato, nella notte tra venerdì e sabato, l'equipaggio di una Volante della Questura di Brescia. Su segnalazione del centralino del 112 gli agenti sono giunti all'esterno di una palazzina di via Indipendenza dove ad attenderli c'era la 36enne che aveva chiesto aiuto. La storia è raccontata dal quotidiano Bresciaoggi in edicola stamane. 

I fatti. Attorno alle 4 di notte la donna ha fatto due chiamate al 112, nella prima ha chiesto l'intervento dell'ambulanza, mentre nella seconda ha chiesto di annullare l'invio. A quel punto però i poliziotti stavano già raggiungendo l'abitazione, ed effettivamente hanno trovato la donna che li aspettava. La 36enne mostrava i segni delle botte prese, tra i quali una ferita all'occhio, sanguinante. Solo dopo parecchio tempo, e dopo la medicazione in pronto soccorso, la donna ha denunciato la situazione che stava vivendo. Il rapporto con un tunisino 42enne è in corso da qualche mese. Da un mese la donna si è trasferita a Brescia, in un appartamento dove il tunisino vive con altri cinque immigrati. La convivenza è alquanto difficile a causa delle frequenti ubriacature dell'uomo, che nella notte tra venerdì e sabato sarebbero sfociate in percosse perché la donna, a detta del compagno, avrebbe parlato con gli altri uomini in casa. Dopo averla minacciata torcendole un braccio, il 42enne le avrebbe dato un manrovescio al volto che le ha lesionato l'occhio, facendola cadere a terra. 

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La donna, che ha in qualche modo giustificato e difeso il compagno, dicendo contro ogni evidenza che non è violento, ha rifiutato il trasferimento in una comunità protetta. I suoi coinquilini non l'avrebbero mai aiutata denunciando i maltrattamenti. Il tunisino, portato in Questura, domani finirà davanti al giudice per il processo in direttissima. 

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