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Nadia Toffa, l’intervista: “La gente ha pregato per me”

A distanza di due settimane dal malore della nostra concittadina, la prima intervista pubblica all’interno del suo programma.

Piano piano, tutto sta tornado alla normalità. Questa sera su Italia Uno all’interno della trasmissione “Le Iene show” (in onda a partire dalle 21:20) condotta da Nicola Savino, Giulio Golia e Matteo Viviani, sarà trasmesso il video dell’intervista effettuata a Nadia Toffa, l’inviata bresciana della trasmissione. Sarà la prima volta che Nadia farà ritorno in tv dopo il malore che l’ha colpita due settimane fa, mentre si trovava a Trieste per girare un servizio. 

Un’anticipazione dell’intervista che andrà in onda stasera è riportata dall’Ansa: «Ero nella mia amata Trieste a fare un servizio, dovevamo incontrare un segretario di un sindacato. La sera sono andata a mangiare, ho brindato con l’autore perché siamo riusciti a incontrarlo e poi sono andata a letto in hotel. Tutto normale. La mattina poi mi alzo, faccio il caffè e chiamo Davide Parenti (ndr, ideatore e capo progetto del programma) per parlare di lavoro. Lui poi mi ha detto che ero molto rallentata. Io sinceramente non ricordo benissimo, mi sentivo strana...». 

Continua la 39enne, originaria di Mompiano: «Avevo prenotato il treno alle 13.02, erano le 11.30 e dico: 'Potrei anticiparlo, quasi quasi scendo giù nella hall, pago e semmai faccio il cambio del treno per arrivare prima a Milano e iniziare subito a montare il servizio.... Tutto normalissimo - prosegue - ma io mi sentivo un po’ strana. Avevo chiuso la valigia, messo il cappotto e prima di scendere ho detto: 'Sai che quasi quasi mi sdraio un attimo?', ma non è da me. È raro che io mi senta stanca, non ho tanti momenti in cui dico: 'Mi rilasso', sono fatta così: io vado a mille, corro sempre. In effetti era una cosa strana… Ho detto 'mi sdraio', invece non l’ho fatto. Quindi scendo, mi ricordo benissimo la hall dell’hotel. Ho chiesto di pagare e il taxi per andare in stazione. A un certo punto, sono caduta. L’ultima frase che mi ricordo era quella della ragazza della reception che mi ha detto: 'Vuoi che ti dia una mano con le valigie, è arrivato il taxi'. Poi sono caduta di faccia, ho ancora un livido ma sta migliorando. Io non ricordo il malore, ma mi ricordo l’ambulanza. Nella mia vita non l’avevo mai presa».

Sempre l’Ansa riporta una confessione di Nadia, molto colpita dall’affetto ricevuto dalla gente durante la convalescenza: «Stare in ospedale ti riporta un po' al succo delle cose. Non è la prima volta che ci vado perché ascolto poco i segnali del mio fisico. Ma ogni volta che ti ricoverano però ti riportano all'essenza delle cose, rivaluti anche la fisicità, le cose basilari. Un'altra cosa che mi ha stupita sono i messaggi ricevuti da parte di politici con cui ho un rapporto 'conflittuale'. Mi sono molto commossa quando mi hanno detto di città che hanno pregato per me: a Taranto hanno fatto la fiaccolata, Napoli ha pregato per me, mi commuovo e mi ha stupito l'affetto della gente comune, perché secondo me non conta tanto il personaggio, pregavano davvero per me, per le battaglie che portiamo avanti».

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