Ragazza muore in ospedale dopo il parto cesareo: i medici non hanno colpe

Il tribunale ha deciso: nessun dolo e nessuna negligenza nell'operato dei medici Alessandro Bianchi e Viviana Palermo del Mellino Mellini di Chiari. Nel 2014 in ospedale morì Trendafile Dragoti, a 33 anni

Nessuna sottovalutazione dei rischi e della situazione, né tanto meno una condotta negligente: così il perito medico legale richiesto dal giudice, che a sua volta ha decretato l'assoluzione per i medici Alessandro Bianchi e Viviana Palermo dell'ospedale Mellino Mellini di Chiari, il primo tra l'altro anche primario di Ginecologia.

Sotto accusa per la morte della giovane mamma Trendafile Dragoti, 33enne di origini albanesi, deceduta a tre giorni dal parto – nel dicembre del 2014 – a seguito di una complicazione improvvisa, una coagulazione intravascolare disseminata che le provocò una serie di profonde emorragie, e per cui l'ospedale non fu in grado di salvarla.

Fu il marito (e padre di due figli) ad accusare i medici e a portarli in tribunale: dopo il parto (cesareo) sembrava andasse tutto bene, mamma e bambino stavano bene. E invece la situazione è precipitata all'improvviso, e i medici appunto, seppur facendo il possibile, non sono riusciti a salvarle la vita.

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Lacrime e rabbia: la vicenda è finita in tribunale, una prima perizia che accusava i medici, la seconda che li scagiona, e adesso quella definitiva su richiesta del giudice. Non vi fu dolo, o negligenza: sono stati entrambi assolti.

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