Portamb, ambientalisti furiosi: «Brescia Est? La pattumiera del Nord!»

In settimana l'audizione in Provincia del sindaco di Mazzano, i consiglieri sembrano tutti contrari. Ambientalisti sul piede di guerra, il progetto Portamb deve essere fermato: "Problema territoriale e sanitario"

La situazione la conoscono tutti, o quasi, il nuovo impianto di trattamento rifiuti speciali targato Portamb continua ad essere al centro dell’attenzione degli interessi di Mazzano e dintorni, anche per la recente audizione in Provincia a cui oltre al sindaco Maurizio Franzoni hanno partecipato, come auditori, anche cittadini e ambientalisti. Di certo non si sorride, di fronte al secondo progetto (dopo il rigetto del primo) che addirittura dovrebbe avvicinarsi al centro abitato, in una zona che a detta di molti “ne ha già sentite abbastanza”. Italcementi e Parco delle Cave mancato, progetti di rinnovo e di cosiddetto sviluppo, la nuova SUAP firmata Lamifer: questa è Brescia, raccontano gli ambientalisti, “la pattumiera della Lombardia, e pure del Nord Italia”.

In fondo ce lo conferma anche Raffaele Forgione, del circolo di Legambiente, anche lui presente all’audizione, e leggermente polemico per l’assenza dell’Assessore provinciale all’Ambiente. “Non averlo neanche visto – racconta a BresciaToday – ci porta altre perplessità, che si aggiungono a quelle di associazioni, popolazione e amministrazione varie, per un progetto come quello di Portamb che fin dall’inizio non è piaciuto a nessuno”. Lo testimoniano le oltre 4mila firme raccolte da Legambiente, e le quasi 12mila del Comitato spontaneo nato non troppo tempo fa.

 “Una quantità sterminata di adesioni – continua Forgione – da Mazzano a Rezzato, da Castenedolo a Calcinato. E poi la lettera inviata a tutti i consiglieri provinciali e regionali, con centinaia e centinaia di sottoscrizioni, invitandoli a esprimere in via ufficiale la loro contrarietà. Un blocco sociale unanime, che coinvolge genitori e studenti, associazioni e impiegati comunali, ambientalisti e cittadini”. Preoccupazioni lecite, almeno secondo le analisi (pagate dalla gente comune) dell’Istituto Tumori di Milano, “uno sforzo di studio e partecipazione che ci è costato decine di migliaia di euro, osservazioni tecniche di rilievo che ci convincono delle gravi conseguenze che porterà un impianto come quello presentato da Portamb”.

Un allarme preoccupante, si ripete nei paesi, un problema che non è solo legato al territorio ma anche e purtroppo sanitario. “Questo sviluppo non è più sostenibile – continua Forgione – e Brescia Est ormai è davvero una pattumiera a cielo aperto. Dobbiamo dare nuove speranze, e non nuove disperazioni, il popolo bresciano è mite e paziente, ma non so fino a che punto. La situazione è già gravemente compromessa, dimostrata da studi scientifici autorevoli e indipendenti. Una situazione figlia di una totale mancanza di pianificazione, su tutto il territorio, per definire i siti dove è davvero possibile realizzare impianti di trattamento rifiuti, speciali e non. Questa l’inadempienza della politica, di cui tutti si lamentano, e proprio per questo non possiamo fidarci più di nessuno”.

Tutti i consiglieri provinciali infatti si sono dichiarati contrari: “Ma non vorrei che siano solo parole, vorremmo vedere poi le loro opinioni al conto dei fatti”.

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