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Mazzano: a casa del bracconiere, un inferno di uccellini morti

Più di 500 esemplari uccisi (e poi congelati) grazie ad un imponente sistema di tagliole, trappole e archetti: nei guai un 65enne di Mazzano, insieme a lui denunciate altre due persone

Gabbie e trappole, bacchetti e archetti, perfino decine di mini tagliole (gli ormai famigerati ‘sep’) sparse ovunque in un vasto terreno nelle campagne di Mazzano. E più di 500 uccelli già catturati, uccisi e congelati, quasi tutti appartenenti a specie protette: pettirossi, fanelli, tordi e merli.

Il risultato del blitz delle Guardie Ecoozoofile dell’Anpana in collaborazione con la Polizia Locale, intervenuti nel weekend in un’area privata di proprietà di un 65enne residente in paese. A seguito di un lungo periodo di indagini e appostamenti, e che hanno portato alla denuncia di tre persone.

Oltre al proprietario, denunciato per bracconaggio, sono infatti finiti nei guai anche due suoi amici: il primo che deteneva illegalmente alcuni esemplari di volatili protetti, in gabbie angustie e senza rispettare alcuna norma.

Il secondo invece che nascondeva una doppietta, fucile utilizzato per le attività di bracconaggio e non regolarmente denunciato. Sorpresa nella sorpresa, a pochi centinaia di metri di distanza gli uomini Anpana e gli agenti della Locale hanno rinvenuto una cava abusiva.

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