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La maturità live dal Liceo Bagatta di Desenzano

Abbiamo scelto una delle scuole più rappresentative della Provincia per la sua storia e per i suoi illustri ospiti, da Giosuè Carducci al più recente Roberto Vecchioni. Due parole anche con gli studenti del Marco Polo di Brescia

Il Liceo Bagatta è una delle scuole più antiche e più conosciute della Provincia di Brescia: fondato addirittura alla fine del ‘700, può vantare ospiti illustri di varie epoche, da Giosuè Carducci commissario per gli esami di maturità per quattro anni consecutivi a Roberto Vecchioni, docente di latino, greco e italiano fino al 1993. Quale posto migliore per scoprire le prime impressioni degli studenti all’uscita dalla prova di italiano dell’esame di maturità 2011? Abbiamo incontrato e fermato cinque ragazzi all’uscita dall’aula, del liceo classico e del liceo scientifico, alle prese con le tracce non certo prevedibili della prima prova valida, il consueto tema d’italiano.

Le impressioni si assomigliano, l’idea generale è quella di tracce non solo confuse ma anche male elaborate. “Ho scelto la tipologia B, quello sull’amore e sulla passione – racconta Massimo – Le tracce non erano granché, negli anni passati ci sono state scelte migliori. In particolare sull’autore, quest’anno secondo me è stata una scelta proprio scadente”. Michela ha invece scelto quello sul cibo e sull’alimentazione, ‘Siamo quello che mangiamo’: “Anche per me le tracce erano un po’ difficili, non certo semplici da trattare. L’unica cosa che posso dire è speriamo bene!”

Anche Alessia, Serena e Luca hanno scelto il tema sull’alimentazione, il più gettonato in tutto l’istituto desenzanese. Secondo Alessia “la traccia di narrativa è una traccia a dir poco inutile, perché Ungaretti non si riesce nemmeno a fare in Quinta”. E la prova com’è andata? “E’ andata come sempre, io non li so proprio fare i temi”. “Di sicuro le tracce erano poco precise – ci spiega invece Serena – Le richieste non erano molto chiare, ne abbiamo anche parlato, in particolare sulla traccia di storia (testi di Hobsbawm e riferimenti agli anni ’70, ndr). Non si capiva niente, l’abbiamo scartata subito”.

Luca ha avuto qualche indecisione con la tipologia D, quella di Andy Wahrol per intenderci, ma poi ha scelto l’attualità: “Puntavo proprio su quella, sul saggio o sull’articolo di giornale. Mi aspettavo di peggio, tutto sommato è andata bene”. Tutti sorpresi dei grandi assenti, dalla traccia sul nucleare (anche se Enrico Fermi con l’atomica qualcosa c'entra) alla traccia sull’Unità d’Italia, forse per non ripetere i temi della precedente stagione scolastica.

Abbiamo incontrato anche Pietro, dell’Istituto Marco Polo di Brescia, liceo paritario che tra gli indirizzi ha anche quello sportivo. Tutti in classe si aspettavano qualcosa di diverso: “Sinceramente non me l’aspettavo, anche se forse nucleare e Unità d’Italia erano troppo palesi. Comunque sono abbastanza fiducioso, le tracce non erano difficili, penso di avere fatto un buon tema”. La prima prova è passata, domani l’incubo dei liceali non solo bresciani: le perfide traduzioni e l’invulnerabile matematica. La terza prova è fissata per lunedì mattina, poi per chi se lo merita l’ultimo grande ostacolo, di certo non insormontabile, la prova orale.

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