Un altro caso, torna la paura? Uomo ricoverato in ospedale per legionella

L'episodio riguarda un residente nella Bassa, ricoverato in ospedale ad Asola. L'Asst locale rilancia le preoccupazioni sulla siccità e sulle acque del fiume

La legionella torna a far paura: un altro caso scuote la Bassa e l'Alto Mantovano. Ma i medici e le autorità rassicurano: si tratta di un episodio endemico del territorio, e che non c'entra nulla con la terribile epidemia (da oltre un migliaio di casi, e circa una decina di morti) della scorsa estate. La notizia è comunque di questi giorni.

Un uomo residente nella Bassa Bresciana è stato ricoverato all'ospedale di Asola per legionellosi. Si tratterebbe comunque di un “sottotipo” di legionella ben diverso da quello che a settembre scatenò l'epidemia. Le condizioni del malato non sarebbero gravi, ma è comunque tenuto sotto stretta osservazione.

Nessun allarme

Nessun allarme, riferiscono le autorità sanitarie: lo scrive anche la direzione dell'Asst mantovana in una nota. Come detto, viene ribadito la tipicità endemica del batterio in questione: ogni anno, di casi come questi, ce ne sarebbero a decine. Allo stesso tempo però viene sottolineato il rischio ambientale dato dal fiume Chiese, che già in questo periodo sarebbe in secca.

“Le condizioni climatiche e le alte temperature di questo periodo – scrive l'Asst – e la scarsa presenza di acqua nei fiumi e nei canali, per la siccità, potrebbero favorire una proliferazione ambientale del microbo”. Niente di grave, ovviamente, ma meglio stare attenti anche a seguito delle rivelazioni sulle “responsabilità” del fiume Chiese nel diffondere l'epidemia.

La nota di Ats

Qualche giorno fa anche un'anziana di Alfianello ha perso la vita per via di una polmonite. “Il caso segnalato – scrive però l'Ats di Brescia in una nota – non ha alcuna correlazione con l'epidemia che ha colpito nella prima decade di settembre. La signora si è ammalata a dicembre: la tempistica della patologia non la rende in alcun modo collegabile all'epidemia stessa. Il fenomeno epidemico, come noto, si è infatti concluso già a settembre, e pertanto nessun caso successivo può essere ricondotto a tale evento”.

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