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Mercoledì, 21 Febbraio 2024
Cronaca Gussago

Maxi frode di famiglia: così avevano murato 3 milioni di euro

Maxi-frode al fisco, non è ancora finita

Maxi-frode al fisco, non è ancora finita: i Carabinieri e la Guardia di Finanza hanno sequestrato altri 3 milioni di euro in contanti, nascosti tra il giardino, la cantina e i muri di due villette riconducibili alla famiglia di Giuliano Rossini e Silvia Fornari di Gussago, considerati dagli inquirenti i presunti vertici dell'organizzazione che avrebbe "stampato" fatture false per oltre mezzo miliardo di euro, con evasione fiscale stimata in 93 milioni. 

Già sequestrati 15 milioni

Altri soldi, appunto 3 milioni in contanti, sarebbero stati trovati dagli investigatori in due abitazioni che sarebbero di proprietà di Emanuele Rossini, figlio della coppia, già ai domiciliari (arrestata anche la zia, Marta Fornari). Così come i genitori, arrestati insieme ad altri presunti collaboratori. Ad oggi sarebbero già stati sequestrati più di 15 milioni di euro nelle disponibilità della coppia, nascosti in casa e in altre proprietà (anche in freezer, sotto il letto, in giardino).

Tutto sulle indagini

Fa tutto parte dell'indagine coordinate dalla Procura di Brescia e che ha portato pochi giorni fa all'esecuzione di 27 misure cautelari personali, di cui 8 in carcere, 14 ai domiciliari e 5 obblighi di dimora, nonché il sequestro preventivo di disponibilità finanziarie, immobili, veicoli e quote societarie per oltre 93 milioni di euro. L'attività investigativa era stata condotta, a partire dal 2019, dalla compagnia Carabinieri e dalla tenenza della Guardia di Finanza di Gardone Valtrompia.

Le indagini, avviate in relazione ad ipotesi di riciclaggio nei confronti di un sodalizio i cui indagati avevano precedenti tra cui gestione di rifiuti non autorizzata e traffico di stupefacenti, hanno consentito di indagare sull'esistenza di una frode fiscale, che come detto avrebbe portato a false fatturazioni per circa 500 milioni di euro.

Le operazione hanno visto coinvolte circa 200 unità di personale appartenenti a Carabinieri e Finanza, e sono state condotte - oltre che in Lombardia e in provincia di Brescia - anche in Veneto, Toscana, Campania, Lazio, Marche, Liguria, Calabria, Sicilia e Sardegna.

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