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Una vita per l’Africa: la storia di Gianni, il pensionato missionario

In pensione da una decina d'anni, non ha mai smesso di viaggiare. Ma non per piacere, per solidarietà. La storia di Gianni Foccoli, ex insegnante di lingue di Lodrino, ora in Guinea in una scuola orfanotrofio

Un pensionato bresciano nel cuore dell’Africa ‘nera’ per lavorare in una scuola orfanotrofio da 500 bambini. La storia di coraggio e di solidarietà di Gianni Foccoli, ex insegnante di lingue di Lodrino, classe 1940, e che da quando è in pensione non ha mai smesso di viaggiare. Ma non per viaggi di piacere, quanto piuttosto per viaggi di ‘missione’.

Viaggi in cui l’unica cosa che conta è aiutare gli altri, in questo caso i bambini della 'Maison des Enfants' di Sobanet, Guinea, fondata nel 2010 da Riccardo Piccaluga, orfano anche lui. Un viaggio lungo, una permanenza non facile. In uno dei Paesi più falcidiati dall’epidemia dell’ebola, e dove purtroppo l’emergenza non è ancora finita.

Il lodrinese Foccoli intanto è già decollato, come raccontato da BresciaOggi è partito solo pochi giorni fa. Ha già raggiunto l’orfanotrofio, pare si sia subito ambientato, abbia subito cominciato a lavorare e a collaborare. Magari ricomincerà (anche) a fare l’insegnante, lui che parla pure arabo.

In pensione da poco più di 10 anni, non si è fai fermato. Forse ispirato dai missionari ‘di famiglia’ – il fratello Tarcisio e la sorella Annamaria, e poi altri quattro maschi e quattro femmine – ha cominciato fin dal 2004. Prima in Sudan, Darfour compreso, poi in Burundi. Adesso pure in Guinea.

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