Giovedì, 28 Ottobre 2021
Cronaca

Brutalmente uccisa in casa: il killer di Chiara si è impiccato in carcere

L'uomo si sarebbe impiccato in cella

All’alba di lunedì si è suicidato Emanuele Impellizzeri, 38 anni, arrestato poco tempo fa per aver ucciso lo scorso 5 settembre Chiara Ugolini, 27 anni, nell’abitazione di Bardolino dove viveva con il fidanzato. Come riportato da Ansa, alle 5.30 l’uomo si sarebbe impiccato nella sua cella nel carcere di Verona poche ore prima dell’interrogatorio. A dare la notizia è stato il segretario nazionale della Uilpa Polizia Penitenziaria, Gennarino De Fazio.

I fatti

Chiara è stata trovata senza vita il 5 settembre: quel giorno sarebbe rincasata per la pausa pranzo intorno alle 14 dopo una mattinata di lavoro dove avrebbe dovuto tornare intorno alle 18. Chiara lavorava presso l’attività di famiglia del fidanzato ed è stato proprio il padre a chiamare il figlio quando non l’ha vista rientrare. Una volta arrivato a casa il fidanzato ha trovato il corpo di Chiara riverso a terra in una chiazza di sangue. Inutile la chiamata ai soccorsi: per la ragazza purtroppo non c’è stato nulla da fare. I carabinieri di Peschiera del Garda con il Nucleo Investigativo di Verona hanno subito avviato le indagini: su porte e finestre non erano presenti segni di infrazione facendo quindi ipotizzare che la vittima conoscesse il suo assassino. Tra la cerchia ristretta di conoscenze è subito balzato all’occhio Emanuele Impellizzari, 38enne di origini siciliane, già noto alle forze dell’ordine per reati contro il patrimonio, lesioni, violenza e resistenza a pubblico ufficiale. Impellizzeri è stato fermato in A1 dalla Polstrada nell'area di Firenze, all'altezza del casello di Impruneta, mentre si muoveva in direzione di Roma sulla sua Yamaha. L’uomo era stato arrestato e condotto in carcere. Impellizzeri era accusato di aver commesso l'omicidio con le aggravanti di aver agito con crudeltà e per motivi abietti. Dall'autopsia risulterebbe che  Chiara abbia ingerito della candeggina, mentre l’uomo le premeva sulla bocca uno strofinaccio imbevuto della sostanza per impedirle di urlare. 

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