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Cronaca

Dissequestro dei cantieri Brebemi. Balotta: «Non si indaga sui rifiuti sotterrati»

Per il Responsabile Trasporti Legambiente Lombardia, "le indagini vengono chiuse senza sapere cosa è stato esattamente conferito sotto la Brebemi. Ora il trattamento dei materiali sul tracciato dipenderà unicamente da un accordo tra le parti"

L'autostrada in costruzione Brebemi è stata completamente dissequestrata. Il Consorzio Bbm, incaricato della realizzazione, potrà dunque tornare a lavorare su tutti i 62 chilometri del suo tracciato, compresi gli 8 che erano stati posti sotto sequestro lo scorso novembre nell'ambito dell'inchiesta per traffico illecito di rifiuti che vede indagato l'imprenditore bergamasco Pierluca Locatelli, l'ormai ex patron dell'omonima azienda di Grumello del Monte (Bergamo).

Secondo l'accusa i camion della Locatelli avrebbero scaricato sul fondo di alcuni tratti della costruenda autostrada materiale inerte non trattato, come invece previsto dall'appalto. Ora i mezzi Bbm potranno tornare a lavorare sul percorso senza limitazioni: il gip ha infatti accolto l'istanza di dissequestro presentata dal Consorzio.

La notizia del dissequestro lascia esterrefatto Dario Balotta, Responsabile Trasporti Legambiente Lombardia, non solo perche? solo poco tempo fa il Pubblico Ministero incaricato per l'inchiesta aveva rigettato la richiesta di dissequestro ora accolta dal Gip, "ma perchè si può ragionevolmente ritenere che cosi le indagini vengono chiuse senza sapere cosa è stato esattamente conferito sotto la Brebemi. Inquietante e sorprendente invece è apprendere che il trattamento dei materiali da conferire sul tracciato della Brebemi e la loro qualità dipenderebbe unicamente da un accordo tra le parti, il capitolato d'appalto (fantasma per i cittadini) tra consorzio BBM e imprese appaltatrici e non invece da precise norme stabilite anche con il concorso delle amministrazioni locali".

"Non c'è da sorprenderci - continua Balotta - che i capitolati siano (almeno a quel che risulta) in parte secretati anche alle autorità preposte per la tutela della salute dei cittadini, cioè i Comuni, visto che anche il contratto finanziario (closing) è stato di nuovo e per la quarta volta rinviato".


"Interessi, costo del danaro e prestatori dello stesso - conclude il dirigente ambientalista - verranno decisi ad opera ultimata: un caso da citare nelle università, su come non si devono fare i project financing. Regole ambientali e finanziarie cosi concepite servono solo a chi vuol fare le grandi opere con ogni mezzo a prescindere dal loro impatto ambientale e dai loro assurdi costi".

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