Domenica, 25 Luglio 2021
Cronaca

Un drappo nero sull'Albero della Vita: tragedia di un giovane operaio

Ancora da fissare la data dei funerali di Irid Doci, l'operaio di 35 anni morto sul lavoro a Ceto, in un capannone della Metalcamuna. Aveva collaborato alla realizzazione dell'Albero della Vita di Milano

L'operaio di 35 anni morto sul lavoro a seguito di un terribile incidente in fabbrica era stato ospite speciale all'Expo di Milano: è uno dei tanti 'bresciani' che aveva collaborato alla realizzazione dell'Albero della Vita, la sontuosa opera che ancora capeggia nel cuore dell'esposizione universale milanese, ma che da martedì porta con sé un drappo nero.

Il drappo dell'ennesimo morto sul lavoro in Italia, e a Brescia. Irid Doci è morto martedì pomeriggio a Ceto, in un capannone della Metalcamuna. Dissanguato a causa di un pezzo di metallo 'impazzito', e che gli ha tagliato di netto la vena giugulare. Stava lavorando con una punzonatrice per forare una lamiera quando è stato raggiunto dalla mortale scheggia.

Aveva da poco compiuto 35 anni, troppo pochi per morire, ancora di più per morire sul posto di lavoro. Abitava a Darfo Boario Terme, con lui praticamente tutta la famiglia: arrivati dall'Albania in fuga da guerra e miseria, in cerca di un futuro migliore, alla scoperta di quell'Italia che per molti a prima vista sembrava l'America.


In paese abitavano i suoi genitori, i suoi zii e i suoi cugini. Si era sposato nel 2009: lo piangono, disperati per una fine così orribile, anche la moglie e due figli ancora piccoli. Ancora da fissare la data del funerale.

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