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Si sente male al lavoro e muore: al pronto soccorso i parenti scatenano il caos

Non ce l'ha fatta il muratore di 45 anni che lunedì mattina si è sentito male al lavoro: morto in ospedale per un arresto cardiaco. Il pronto soccorso invaso da parenti e amici

Una folla di parenti e amici si è presentata al Civile, scatenando il panico (e il caos) in ospedale. Erano tutti preoccupati per la sua sorte, e purtroppo è andata male: non ce l'ha fatta il muratore di 45 anni originario dell'Est Europa che lunedì mattina si è sentito male, colto da un malore che l'ha portato in arresto cardiaco.

Ricoverato appunto al pronto soccorso del Civile, in condizioni gravissime: trasferito in sala operatoria per l'ultimo e disperato tentativo di salvarlo. E mentre proseguiva l'intervento dei medici, la sala d'attesa è stata letteralmente presa d'assalto: in tutto una cinquantina di persone, che avrebbero voluto vedere il malato o almeno sapere qualcosa sulle sue condizioni.

Una situazione limite, inedita almeno in tempi recenti: tanto che medici e infermieri sono stati costretti a chiamare il 112. Sul posto in pochi minuti è arrivata una pattuglia dei carabinieri, per ristabilire la calma.

Fortunatamente le cose sono finite lì, prima che potessero degenerare. Nessuno ha alzato le mani, e a quanto pare nessuno sporgerà denuncia. Attimi concitati: la situazione si sarebbe inevitabilmente surriscaldata, mentre altre persone attendevano notizie sui propri malati e gli operatori del Civile cercavano di ristabilire la calma. E' in quei momenti che sarebbero volate parole grosse, e qualche insulto.

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