Venerdì, 30 Luglio 2021
Cronaca

Prima le botte, poi le minacce di morte e i proiettili: il matrimonio è un incubo

Una bruttissima storia di maltrattamenti, minacce e stalking, che ha per protagonista una donna di soli 30 anni

Anni di botte, insulti e minacce di morte: una spirale di violenza che nemmeno le denunce - ben 7 - e la separazione dall’ex marito sono riuscite a fermare. Lei - una trentenne albanese- avrebbe subito percosse e maltrattamenti per tantissimo tempo. In tribunale ha raccontato che l’uomo è stato violento fin dall’inizio della relazione, cominciata quando lei aveva solo 18 anni, e dalla quale sono anche nate due figlie che attualmente hanno 8 e 6 anni. 

“Mi picchiava almeno due volte alla settimana” ha raccontato la donna durante il processo a carico del marito 42enne, accusato di maltrattamenti e anche di stalking. lo scrive Bresciaoggi. Il culmine nell’inverno del 2010, quando lui ha persino brandito un coltello minacciando di ucciderla.

Ma la giovane madre ha trovato il coraggio di allontanarsi dal marito orco solo nel 2016, quando da Susa si è trasferita a Chiari, a casa del fratello, e si è rivolta all’associazione ‘Casa delle donne’. Ma lui non si è fermato: pare che nel marzo del 2017 abbia addirittura spedito alcuni proiettili alla donna, per terrorizzarla e convincerla a tornare sui suoi passi. 

Da li il provvedimento del giudice - il 42enne dall'estate del 2017 ha il divieto di avvicinarsi alla ex. Una misura che però non sarebbe bastata: l'uomo avrebbe continuato a perseguitare la 30enne, che nel frattempo aveva ottenuto la separazione, costringendola a rivolgersi ai carabinieri più volte per paura che facesse del male anche alle loro figlie. Per questo il 42enne deve rispondere, oltre che di anni di maltrattamenti, anche di stalking.

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