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Pecore sgozzate e macellate abusivamente: nei guai un pastore

In una cella frigorifera i Forestali hanno trovato nove ovini sgozzati, i resti di altri erano già stati gettati nella letamaia. Denuncia, multa e possibile arresto in arrivo.

Nove ovini macellati e conservati in una cella frigorifera, i resti di altri animali gettati, senza alcun rispetto per le norme igienico sanitarie, all’interno della letamaia. Questa la situazione che si è presentata agli occhi dei carabinieri forestali del gruppo di Brescia intervenuti per un sopralluogo in una cascina della Bassa, a Calvisano. 

Attirati sul posto da un continuo andirivieni di mezzi, i militari hanno scoperto che la cascina è stata trasformata in un macello a cielo aperto in occasione della festa musulmana del sacrificio “Aid Al-Kabir”, durante la quale si ricorda il sacrificio chiesto ad Abramo. Per l’occasione i fedeli musulmani devono sacrificare, appunto, un animale (esclusivamente ovino, caprino, bovino o camelide), recidendogli la giugulare e lasciando defluire lentamente il sangue fino alla morte. 

All’interno della cascina c’erano complessivamente 200 ovini, pecore e montoni, allevati in un ambiente fatiscente, in condizioni di sofferenza. Qui dopo l’acquisto e il pagamento, il pastore musulmano macellava i capi. Nella letamaia i carabinieri hanno trovato ossa, zampe, e denti di altri capi macellati: per far sparire le tracce il letame veniva periodicamente incendiato determinando tra l’altro gli estremi per la contestazione del reato di combustione illecita di rifiuti, reato che prevede una condanna da tre a sei anni di carcere. Per il reato di macellazione clandestina le pene previste sono l'arresto da sei mesi ad un anno o l'ammenda fino a 150mila euro.

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