Cronaca

A Brescia la scuola da record: in prima elementare sono tutti stranieri

Un inedito storico alla Manzoni di Brescia: due classi di Prima elementare e 35 alunni complessivi: sono tutti stranieri. Intanto è cominciata la scuola per circa 160mila ragazzi: sarebbero ben 631 le cattedre scoperte

Foto d'archivio

Due classi da record alla scuola elementare Alessandro Manzoni di Brescia, istituto comprensivo Centro 3. Un inedito forse storico: a scuola ci sono solo due classi di Prima elementare, in tutto fanno 35 bambini, tutti e 35 sono di origine straniera. Insomma una multietnicità quasi estrema, in cui la presenza autoctona in questo caso si riduce davvero a zero. Non era mai successo prima, nella storia antica e recente di qualsiasi scuola e di tutta la provincia. Ed è chiaro che tra gli insegnanti non manca la preoccupazione.

Di certo non legata all'origine o provenienza degli studenti stranieri, quanto piuttosto alle difficoltà dell’insegnamento stesso: alcuni bambini infatti sarebbero arrivati in Italia da poco, e parlerebbero poco italiano. Dall’ufficio scolastico provinciale garantiscono comunque che saranno investite maggiori energie, e risorse, per evitare che la situazione possa scappare di mano.

Lunedì mattina a Brescia intanto la scuola è cominciata per tutti. Quasi 160mila ragazzi in provincia sono tornati a sedersi sui banchi, armati di libri, penne e quaderni: circa 60mila alle elementari, poco meno di 50mila alle superiori – quasi un migliaio in più rispetto al 2014 – 35mila e rotti alle medie, meno di 14mila alla scuola dell’infanzia, non capitava da anni, la causa sarebbe dovuta ad una minor presenza di stranieri.

Altro problema non da poco: in tutta la provincia ci sarebbero (ad oggi) la bellezza di 631 cattedre scoperte: si cercherà di rimediare in corsa, settimana dopo settimana. Sul tema intanto – e in particolare su Facebook – viene rilanciata una frase di cui ancora però non si conosce un autore attendibile: “Sarà un gran giorno quello in cui la scuola prende dallo Stato tutti i soldi che vuole, mentre l’esercito e l’aviazione devono organizzare una vendita di torte per comprare bombardieri”.

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