Ronchi: niente bus? Ci pensano le suore tassiste (e netturbine)

Il quartiere che si affaccia su via Bornata è tagliato fuori dal trasporto pubblico locale e le aree verdi vengono usate come discariche. Al trasporto degli anziani e alla pulizia dei boschi ci sta pensando suor Germana.

Suor Germana © Bresciatoday.it

Un  quartiere tagliato fuori dal trasporto pubblico locale e dimenticato. Succede nella zona Est di Brescia. A denunciare i problemi dell'area -che comprende via Bernini, via Sanson e via Marini- collocata all'ombra dei Ronchi e sopra via Bornata è una suora. Ma suor Germana, una delle suore missionarie comboniane della Casa provinciale sita in località Ronchi, non si limita a riferire la situazione di disagio, cercando anche di colmare il vuoto lasciato dalle istituzioni.

Da quando l'intera zona è stata completamente tagliata fuori dalla mappa dal trasporto pubblico locale, dallo scorso 23 febbraio le fermate della linea 18 che servivano il quartiere sono state soppresse,  fa da tassista agli anziani che devono raggiungere la città per fare la spesa. Nel quartiere, infatti,  non c'è l'ombra di un negozio.

“Abbiamo già scritto al Comune diverse volte, abbiamo raccolto molte firme, ma nessuno ci ha mai risposto – spiega suor Germana- . Spesso trovo qualcuno per strada e gli do un passaggio per andare a fare la spesa. Non sono loro a chiedermelo, ma sono io che lo faccio perché ne comprendo il disagio . È una situazione difficile soprattutto per gli anziani che non avendo la possibilità di muoversi si chiudono in casa, i viaggi in autobus erano anche un momento di comunione e condivisione. È una pena, noi siamo una famiglia della città e siamo stati dimenticati. Si potrebbe trovare una soluzione intermedia. Non chiediamo molto, solo di ripristinare le corse, ne basterebbero 2 0 3 al mattino.”

Questa la risposta dell'assessore alla Mobilità del Comune, Federico Manzoni, riportata dal Giornale di Brescia: “La regione ha tagliato 360 mila euro per il trasporto pubblico quella deviazione che i cittadini domandano costerebbe 60 mila euro all’anno”.

Ma i problemi del quartiere non si limitano al trasporto pubblico e la denuncia di suor Germana è più ampia. Spesso la religiosa, che ha spento 85 candeline, veste anche i panni della netturbina. Il quartiere è uno dei polmoni verdi della città, ma i boschi sono lasciati a loro stessi e spesso e volentieri usati come una discarica a cielo aperto: “ Ci sono dei prati e dei pezzi di terreno che sono abbandonati e sono diventati una selva dimenticata, una volta lì c'erano delle panchine su cui gli anziani si sedevano a leggere il giornale. Molto spesso mi capita di pulire le aiuole e i giardinetti che ci sono vicini alla nostra residenza, perché sono pieni di bottiglie e di sporcizia. Per non parlare del bosco che c'è nel tratto finale di via Marini, all'angolo con via Bornata, che è diventato una discarica. C'è di tutto: dai materassi ai pezzi di ferro. È un peccato abbandonare così questa zona, perché è bellissima e si respira un'aria da paradiso. Non chiediamo di fare giardini pubblici, solo di tenerla pulita.”

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