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Rose, poesie ed sms per conquistare la prof: non c’è stalking

Una insegnante ha denunciato per stalking una donna che si è invaghita di lei, ma secondo il giudice non c’è stato reato.

Un normale corteggiamento, magari un po’ troppo insistente ma comunque all’interno dei confini della legalità. Un giudice del Tribunale di Brescia ha rigettato le accuse di stalking mosse da una professoressa nei confronti di una donna che si è invaghita di lei. La notizia è raccontata stamane sulle colonne del quotidiano Bresciaoggi. 

La sentenza è giunta nella mattina di ieri. A difendere l’accusata l’avvocato Alberto Scapaticci, che è riuscito a dimostrare la buona fede della sua assistita. Stando alla ricostruzione del caso, la donna avrebbe cercato di conquistare il cuore della professoressa in diversi modi, con telefonate, sms, poesie, e con una rosa rossa lasciata sul parabrezza dell’auto dell’amata. 

Le azioni della donna però, seppur mai contraccambiate né in alcun modo incoraggiate, non sarebbero state tali da giustificare l’accusa della persecuzione, e dunque dello stalking. Da qui l’assoluzione del giudice. 

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