Cronaca

Brescia: un processo di cinque anni per tre fogli di carta intestata

Protagonista dell'assurda vicenda, una donna delle pulizie che lavorava al Sant'Anna di Brescia con un contratto di lavoro interinale

La legge è uguale per tutti?

C'è chi evade il fisco per 368 milioni di dollari e se la cava con una visita settimanale a un centro anziani (leggasi Silvio Berlusconi), e chi finisce in tribunale per aver sottratto all'azienda in cui lavorava tre fogli di carta intestata. D'altronde non saremmo in Italia e - nel caso specifico - in città a Brescia.

Protagonista della kafkiana vicenda una cinquantenne di Rudiano. Il pubblico ministero aveva chiesto una condanna a a sei mesi con l'accuso di ricettazione, ma - dopo un processo durato cinque anni - è stata assolta  perché il fatto non costituisce reato.

Tutto ebbe inizio nel 2009. La donna, in servizio al Sant’Anna di Brescia come addetta alle pulizie, era finita nei guai dopo aver scritto, e sottoscritto con la sua firma, una missiva al comune di residenza utilizzando tre fogli di carta intestata della clinica cittadina. Mercoledì, il giudice Giovanna Faraone ha letto la sentenza che ha posto fine a questa assurda e vergognosa vicenda.

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