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Vasta operazione anti 'Ndrangheta in tutta la Provincia

Le indagini sono state condotte dalla Sezione criminalità organizzata e hanno portato a provvedimenti di cattura nei confronti di esponenti storici del narco-traffico. E' stato scoperto anche un piano di vendetta contro i giudici

La guerra alla 'ndrangheta arriva a Brescia e nel Nord Italia, dove le associazioni mafiose gestiscono una fitta rete di affari da ormai una quarantina d'anni. Gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Brescia hanno svolto questa mattina una vasta operazione nei confronti di un gruppo criminale dedito al traffico internazionale e allo spaccio di grandi quantitativi di cocaina proveniente dal Sudamerica verso l'Italia attraverso la Spagna.

I MAGISTRATI NEL MIRINO DEI BOSS

Le indagini, condotte dalla Sezione criminalità organizzata e coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Brescia, hanno portato all'emissione di provvedimenti di cattura nei confronti di esponenti 'storici' del narco-traffico bresciano, alcuni dei quali pluripregiudicati e ritenuti vicini a clan 'ndranghetisti della provincia di Reggio Calabria. Una cinquantina di poliziotti della Squadra mobile, del Reparto prevenzione crimine 'Lombardia', con l'aiuto di cani anti-droga, sono stati impegnati dalle sei di questa mattina in operazioni di cattura e perquisizione.

Tra gli arrestati risultano esponenti vicini alle famiglie dell'ndrangheta Morabito e Papalia. Tra questi anche un personaggio di spicco della 'ndrina di Lumezzane. Le indagini hanno inoltre rilevato propositi come nei confronti dei magistrati del Distretto giudiziario di Brescia ci fosse in programma una possibile vendetta da parte di uno dgli indagati, che voleva far pagare i provvedimenti di confisca delle sue proprietà emessi dai togati.

Sull'argomento il, procuratore di Brescia, Nicola Maria Pace, non ha voluto entrare nel dettaglio, definendo la vicenda "collaterale" agli arresti e spiegando che si tratta di un'inchiesta "di competenza di altra autorità giudiziaria", dal momento che riguarda come parte offesa magistrati bresciani. Il capo della squadra mobile di Brescia, Riccardo Tumminia, ha spiegato che il pericolo della ritorsione "non è di stratta attualita", in quanto le intercettazioni in cui se ne parla risalgono a qualche tempo fa, mentre attuale è il traffico di stupefacenti, gestito da persone che lavorava con ordinativi di droga spesso superiori ai 100 kg.

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