Muore aspettando 35 anni una sentenza, la nipote fa causa al Ministero

La nipote di una donna di origini napoletane e residente a Milano, morta all'età di 103 anni, ha presentato un ricorso alla Corte di appello di Brescia con cui si chiedono al Ministero della Giustizia 50 mila euro di danni patrimoniali e morali

La notifica dell'atto di pignoramento a una vicina di casa per vedersi saldare un vecchio credito venne emessa nel 1975; otto anni più tardi la prima udienza al Tribunale di Milano; la sentenza non è ancora stata emessa. Una donna di origini napoletane e residente a Milano è morta all'età di 103 anni, lo scorso settembre, dopo un calvario giudiziario durato oltre 35 anni e fatto di oltre 30 udienze, di cambi di giudici e avvocati, di rinvii e di intoppi burocratici.

La nipote della donna, una 45enne di origini milanesi, ha presentato un ricorso alla Corte di appello di Brescia con cui si chiedono al Ministero della Giustizia 50 mila euro di danni patrimoniali e morali, quale "equo indennizzo per l'eccessiva durata del processo". Ancora da fissare la data dell'udienza. "Ritardare la giustizia equivale a negarla", sostengono gli avvocati che assistono la donna.

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