Brescia: rubava le targhe, poi ricattava le vittime su Whatsapp

Il personale della squadra mobile di Brescia ha arrestato un cittadino moldavo di 35 anni: sarebbe responsabile di almeno 15 furti di targhe

Il moldavo finito in manette — Copyright © Bresciatoday.it

In Italia da clandestino si era inventato un mestiere per sopravvivere: quello del ladro di targhe ed estorsore. T.R, cittadino moldavo di 35 anni senza fissa dimora, si aggirava per i quartieri di Brescia - particolarmente colpite le zone di via Veneto, Via Corsica e Fiumicello - munito di un cacciavite per asportare le targhe dei veicoli immatricolati all’estero e di “bigliettini da visita” con il numero di telefono da chiamare per riavere indietro le targhe. Trecento euro la somma di denaro per il 'riscatto', ma la cifra era trattabile. Alle sue richieste cedevano in molti, vista la difficoltà ed i costi per richiedere nel paese di origine una nuova immatricolazione.  

Ingegnoso il metodo che il moldavo aveva escogitato per non cadere nella rete delle forze dell’ordine, noto nel Napoletano con il soprannome di “cavallo di ritorno”. Alle vittime chiedeva di versare i soldi tramite agenzie di money transfert, indicando il nominativo di un proprio complice in Moldavia, che poi rigirava parte della somma ad un terzo complice dell’estorsore, in Italia. Una volta ottenuta la conferma della transazione indicava alla vittima il luogo dove le targhe erano state nascoste, in modo da poterle recuperare.

Dalle intercettazioni disposte dalla procura di Brescia, in seguito delle prime denunce, è emersa la brutalità con cui agiva il 35enne. A chi si ribellava la ricatto, affermando che si sarebbe recato immediatamente dalle forze dell’ordine, l’estorsore rispondeva: “E poi Carabinieri e Polizia cosa fanno? Niente!”, concludendo con “ed io adesso butto le tue targhe nel fiume”. Ai messaggi aggiungeva anche degli emoticons con faccette ridenti di scherno. T.R. minacciava inoltre  le vittime di gravi ripercussioni, affermando di avere “molti amici” pronti a vendicarlo nel caso fosse stato arrestato.

Il moldavo agiva anche fuori provincia. Nella serata del 23 giugno scorso, le tracce elettroniche e telematiche del telefono si sono infatti spostate a Marina di Massa. Gli investigatori ritenevano che si fosse concesso una giornata di riposo in riviera, presunzione smentita da cinque denunce di furto targhe (veicoli immatricolati in Romania, Germania e Paesi Bassi) pervenute alla Stazione Carabinieri della località toscana nella mattinata del giorno seguente. Sul parabrezza, lo stesso numero di cellulare da contattare.

Giovedì 25 giugno sono scattate le manette. Il personale della Sezione Antirapina della Squadra Mobile ha localizzato T.R. in Via Tirandi a Brescia. Alla richiesta di documenti formulata dagli agenti, lo straniero (già espulso in passato) si è dato alla fuga, ma è stato raggiunto ed arrestato.

Nel borsello del clandestino sono state trovate le prove della sua responsabilità: il telefono utilizzato per le richieste estorsive; biglietti manoscritti precompilati recanti il numero di telefono pronti da mettere sotto i tergi cristalli; cacciaviti e chiavi inglesi per smontare delle targhe; ricevute di rimesse money transfert e una dettagliata agendina dove risultavano annotati modello, targa e luogo di nascondiglio delle targhe rubate prese di mira in passato.       

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