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Cronaca

Va a consegnare un pacco alimentare: il cane lo azzanna e gli strappa il lobo dell'orecchio

Vivo per miracolo Antonello Crucitti, fondatore dell'associazione "Fede, speranza e carità". L'uomo è finito in Pronto soccorso ed è vivo per miracolo

Va a consegnare un pacco alimentare: il cane lo azzanna e gli strappa il lobo dell'orecchio
Va a consegnare il pacco alimentare a un disabile in difficoltà economica e finisce al Pronto soccorso con mezzo orecchio strappato e numerosi morsi a braccia e gambe. È vivo per miracolo Antonello Crucitti, fondatore dell’associazione “Fede, speranza e carità” che da mesi sta aiutando numerose famiglie bisognose a Monza e in Brianza. Ma sabato 10 aprile ha rischiato grosso. Il fatto è accaduto in provincia di Brescia, dove Antonello si è recato personalmente a casa di una persona con disabilità che gli aveva chiesto aiuto.

"Voleva azzannarmi alla gola, mi ha strappato mezzo orecchio"

“Non lo conoscevo – racconta Crucitti a MonzaToday -. Come sempre ho preparato un ricco pacco alimentare con numerosi generi di prima necessità e mi sono recato a casa sua. Neppure il tempo di suonare il campanello e di entrare nel cortile che sono stato assalito dal cane dell’uomo: un dogo argentino”. Dieci interminabili minuti di lotta, grida, tentativi di liberarsi dal molosso che non lasciava la presa. “Mi ha azzannato alle braccia e alle gambe -  spiega Antonello Crucitti -. Poi ha tentato di prendermi al volto e alla gola, ma fortunatamente sono riuscito ad evitarlo, procurandomi però l’amputazione di mezzo orecchio e oltre 20 punti di sutura”. Nel frattempo il proprietario, con serie difficoltà motorie, cercava di raggiungere il cane e di staccarlo da Antonello. Non appena il dogo ha lasciato la presa il volontario è scappato a gambe levate, rassicurando comunque il proprietario in preda al panico per quello che era successo e sul fatto che non lo avrebbe denunciato.

"Sono vivo per miracolo"

“Sono stato miracolato – prosegue Antonello, salito alla ribalta delle cronache nazionali per la sua attività di volontariato insieme alla moglie Angela e ai loro 11 figli -. Il Signore ha posticipato la mia chiamata al Cielo: sono stato fortunato e quella sera a tavola con i miei figli abbiamo pregato ringraziando che cenavo con loro e non ero finito in una bara”. Un’esperienza che ha scosso l’instancabile volontario, ma che non gli ha certo tolto la voglia di mettersi al servizio del prossimo. Tanto che lunedì mattina era di nuovo in viaggio a consegnare pacchi alimentari in tutta la Lombardia. “La mia è una missione, e come tutte le missioni ci sono dei rischi – continua -. L’altro giorno la lotta con il dogo, ma capita anche di doversi confrontare con situazioni sociali pericolose. Ogni giorno però dobbiamo scoprire le cose belle che ci circondano e ringraziare il Signore. A me è andata bene e continuerò nel mio servizio. Ci sono tante famiglie che sono in seria difficoltà e hanno bisogno del mio aiuto”. ebbe interessarti: https://www.monzatoday.it/cronaca/volontario_azzannato-dogo-argentino.html

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