Blitz nel cuore della movida: beccati 5 locali che vendevano alcolici a minori

Ci sono varie segnalazioni amministrative ma anche due denunce penali per i locali del centro di Brescia beccati a vendere alcolici a ragazzi ancora minorenni

“Ottimo lavoro della nostra Polizia Locale contro i locali che somministrano alcolici ai minorenni. I controlli saranno sempre più serrati. Tuteliamo i nostri ragazzi”. Così il sindaco Emilio Del Bono in merito alla notizia, pubblicata dal Giornale di Brescia, sulla lunga notte di controlli della Polizia Locale, che nella sola serata di sabato ha sanzionato ben cinque locali del centro storico che avrebbero servito bevande alcoliche anche a minori.

Dove si trovano i locali sanzionati

Ovviamente non sono stati resi noti i nomi dei bar: quello che si sa è che sono posizionati tra il Carmine, Corso Palestro, Piazza Duomo e Piazza Arnaldo. Nel dettaglio, gli agenti del comando di Via Donegani hanno passato al setaccio una dozzina di locali del centro: in cinque di questi, come detto, è stato riscontrata la vendita (vietata) di alcoli anche a minorenni.

In tutto sono state elevati 11 sanzioni, di cui 9 in ambito amministrativo e 2 invece in ambito penale. In questo ultimo caso si tratterebbe dei gestori dei locali che avrebbero servito alcolici (e anche superalcolici) a ragazzi con meno di 16 anni: le sanzioni amministrative si riferiscono invece alla vendita di bevande alcoliche a giovani di età compresa tra i 16 e i 18 anni.

Cosa rischiano i gestori dei locali

Al di là delle sanzioni pecuniarie, inevitabili, non si esclude che a seguito di ulteriori accertamenti, in accordo con le autorità competenti (come Questura o Prefettura), non possa essere predisposta anche la chiusura temporanea dei locali in cui sono stati commessi illeciti. La somministrazione di alcolici a minorenni di età compresa tra i 16 e i 18 anni, ricordiamo, è considerato un solo illecito amministrativo, e prevede multe dai 250 ai 1.000 euro. 

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Se il minore ha meno di 16 anni, invece, la vendita è considerata un reato penale. In caso di recidiva, dunque con vendita reiterata nel tempo (ovviamente documentata dalle operazioni di polizia), il gestore rischia anche la sospensione dell'attività fino a tre mesi. I controlli in tutta Brescia proseguiranno coinvolgendo tutte le forze dell'ordine: Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia di Stato.

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