Muore annegato dopo il tuffo: attenti alla idrocuzione, il "killer dell'estate"

Può causare la morte per arresto cardiorespiratorio o annegamento

Sabato pomeriggio, un ragazzo di 22 anni è annegato davanti alla spiaggia del Desenzanino, dopo un tuffo dal pedalò noleggiato con gli amici. Solo un mese fa, il 25 giugno, un altro giovanissimo - un 21enne - era annegato sempre nello stesso luogo e con la stessa dinamica: un tuffo dal natante che gli è risultato fatale.

Al Desenzanino sono sempre allerta i bagnini della "Margy Beach", che quest'anno hanno già soccorso altre due persone che rischiavano di annegare. Nel 2019, invece, son ben dieci quelle salvate in condizioni di grave pericolo.
 
Tante tragedie evitate. Bisogna però fare molta attenzione prima di tuffarsi in un lago, perché i pericoli in agguato sono davvero numerosi e spesso letali. Non sempre è colpa della corrente, o delle “trappole” dell'acqua. Anzi, spesso la colpa è involontaria, dovuta alla reazione del corpo umano quando è troppo accaldato e l'acqua è troppo fredda. Il meccanismo, che appunto può essere anche mortale, si chiama “idrocuzione”.

Si tratta di una sincope da immersione rapida, specialmente fredda, caratterizzata da riflessi neurovegetativi che possono causare anche morte per arresto cardiorespiratorio o annegamento. Il meccanismo comincia con una vasocostrizione, che a sua volta provoca riflessi a livello di tronco dell'encefalo.

In quegli attimi brevissimi vengono interessati sia i centri di regolazione cardiaca che quelli respiratori (arresto cardiorepiratorio). Se invece non sono coinvolti i centri bulbari in modo letale, l'arresto di circolazione e di ossigenazione provoca comunque una sincope con perdita di coscienza, con conseguente annegamento qualora il soggetto non possa essere subito soccorso.

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Oltre all’avvertenza di fare il bagno al termine della digestione, il consiglio è quello — in qualsiasi momento della giornata — di entrare in acqua un poco alla volta per evitare improvvisi sbalzi termici. Magari bagnandosi la parte alta del corpo dopo aver immerso solamente le gambe. La prudenza, pensando ai morti dello scorso anno, non è mai troppa.

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