Il segreto della longevità: sul Garda il gene che mantiene giovane il cuore

Studiosi delle università italiane di nuovo a Limone per analizzare i portatori dell’alipoproteina miracolosa che combatte le malattie cardiovascolari e l’arteriosclerosi

Altro che vecchietti giapponesi, che si nutrono solo di erbette e pesce fresco: il segreto della longevità (e della resistenza a certe malattie) potrebbe essere nascosto anche a Limone sul Garda, il piccolo Comune da poco più di un migliaio di abitanti, al confine col Trentino e che da solo vale la bellezza di oltre 1 milione di presenze turistiche. La notizia è di questi giorni: un gruppo di ricercatori provenienti da varie università italiane tornerà sul lago per studiare le miracolose proprietà dell’alipoproteina “A1 Milano gene Limone”, l’anomalia genetica riscontrata in una cinquantina di residenti limonesi e che permetterebbe ai loro corpi di resistere meglio alle malattie cardiovascolari e all’arteriosclerosi.

Il gene miracoloso

Un piccolo elisir di lunga (e buona) vita, contenuto nei geni modificati di alcuni paesani: in tutto sarebbero 40 quelli che abitano ancora a Limone, a cui si aggiungerebbe un’altra decina di persone che si sono trasferite. La scoperta ha ormai qualche anno, ma è ancora rivoluzionaria: i geni modificati risalirebbero a una coppia che abitava in paese quasi mezzo millennio fa, nel XVII secolo.

I loro discendenti avrebbero poi trasferito a loro volta, a figli, nipoti e pronipoti, le proprietà di quel gene miracoloso. Una circostanza già studiata in Italia, e nel mondo, e ora di nuovo sotto le lenti dei ricercatori: il 1 marzo prossimo, al centro congressi, il progetto sarà spiegato nei dettagli. All’interessante ricerca, capitanata dallo storico professor Cesare Sirtori, parteciperanno anche Laura Calabresi, Nicola Ferri, Chiara Pavanelli e Marcello Rattazzi delle università di Milano e Padova.

I dettagli dello studio

Lo studio coinvolgerà, nei limiti del possibile, tutti i portatori della mitica alipoproteina A1, denominata “Milano” per via dell’università che la rivelò al mondo, e “Limone” per il suo paese di origine. Le dette modifiche genetiche permettono all’organismo di reagire meglio, se non addirittura respingere, le difficoltà derivanti da particolari patologie come appunto le malattie cardiovascolari o l’arteriosclerosi.

Altri esperimenti hanno confermato i loro effetti genetici, al momento solo sugli animali: l’innesto della A1 avrebbe migliorato le condizioni di alcune cavie affette da scompensi cardiaci. Dal punto di vista medico, sarebbe una rivoluzione: tutto ancora da verificare, sia chiaro, ma i nuovi studi potrebbero consentire un bel passo avanti. Non resta altro che sperare. 
 

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