Quanto durerà il Coronavirus? La previsione della virologa Ilaria Capua

“Bisogna incominciare a chiamarla sindrome similinfluenzale da coronavirus: è l’unico modo in cui possiamo liberarci dal panico”. L’analisi della scienziata italiana.

“Bisogna chiamarla sindrome similinfluenzale da Coronavirus. Questo è l’unico modo in cui possiamo liberarci dal panico." Comincia così l’intervista rilasciata dalla virologa Ilaria Capua, che attualmente dirige il One Health Center of Excellence della università della Florida, a Il Bo Live, magazine dell’università di Padova.

La scienziata pesa ogni parola, per non alimentare la paura e la psicosi che il diffondersi del coronavirus sta creando in migliaia di cittadini. Allo stesso tempo non sottovaluta la situazione che stanno affrontando, in particolare, la Lombardia e il Veneto.

Il coronavirus non se andrà prima dell'estate

La scienziata è stata tra le prime a sostenere che la pandemia si sarebbe diffusa in tutto il globo. E i contagi non si bloccheranno, di certo, a breve: “Non so quanto durerà l’emergenza. Il coronavirus di sicuro non se andrà prima dell’estate e continuerà a circolare perché non ci sono anticorpi che blocchino la sua galoppata. Di sicuro durerà almeno quattro mesi”.

Niente panico, però. “Allo stato attuale delle conoscenze, i pericoli maggiori derivano non tanto dal tasso di mortalità, piuttosto basso secondo i dati di cui disponiamo, quanto dal blocco dei servizi essenziali e dell’economia.” 

 Presente da tempo in Italia

Individuare la fonte del contagio non servirebbe a fermare l’epidemia. La virologa ritiene infatti che il virus sia presente da ben prima che venissero individuati i due focolai in Veneto e Lombardia.

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“Secondo la mia impressione, da quello che leggo tra le righe dei dati disponibili, è verosimile che l’infezione sia presente in Italia da tempo. In questo momento non è quindi assolutamente rilevante trovare la fonte del contagio, bensì è importante trovare il numero reale dei contagiati, soprattutto di quelli che hanno sviluppato una forma lieve: questo è al momento il dato più importante”.

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