Coronavirus: anche a Brescia è arrivato il farmaco della speranza

L’azienda Roche ha deciso di regalarlo a tutte le regioni che ne faranno richiesta, almeno fino alla fine dell’emergenza: il Tocilizumab è arrivato anche a Brescia

Scene di vita quotidiana al Civile - Foto © Bresciatoday.it

Già lo chiamano il farmaco della speranza: non serve a curare il Coronavirus, sia chiaro, ma per il momento sembra possa aiutare i pazienti ad affrontare la malattia, evitando i peggioramenti clinici indotti dagli stessi meccanismi di difesa del nostro organismo. Parliamo del Tocilizumab, un farmaco solitamente utilizzato per l’artrite reumatoide (e in alcune terapie oncologiche) prodotto dalla multinazionale svizzera Roche e già testato positivamente in Cina, dove è già stato avviato uno studio clinico per la verifica scientifica dei suoi effetti.

I primi test in Italia sono stati effettuati all’ospedale Cotugno di Napoli, su due soli pazienti: ma in questi giorni la sperimentazione si sta estendendo in tutta la penisola. Anche a Brescia: è stato già somministrato ad alcuni pazienti e pare che non siano mancati i risultati positivi. Presto, ovviamente, per cantare vittoria: ma tutto può servire in questa battaglia.

Farmaco gratuito fino alla fine dell'emergenza

Un’altra buona notizia: il gruppo Roche ha garantito il proprio impegno a fornire gratuitamente il Tocilizumab per tutto il periodo dell’emergenza a tutte le regioni che ne faranno richiesta. “Il farmaco, attualmente impiegato per il trattamento dell’artrite reumatoide – fa sapere l’azienda – non è indicato per il trattamento della polmonite da Covid-19, ma la comunità scientifica sta dimostrando l’interesse al suo utilizzo dopo l’inserimento nelle linee guida cinesi”.

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Non è l’unico farmaco cosiddetto “off-label”, quindi indicato per altre terapie, che viene utilizzato nei giorni dell’emergenza Coronavirus: in Lombardia si stanno già testando il Lopinavir, un farmaco per combattere l’Hiv, la Clorochina, un farmaco anti-malaria, e infine il Remdesivir, che invece funziona nei casi di ebola.

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