Mercoledì, 28 Luglio 2021
Economia Centro / Corso Giacomo Matteotti

Carlo Galli a Brescia: «Stato sociale e società pluralista»

Secondo appuntamento al Teatro Sancarlino per 'Crisi economica e nuove sfide'. Il politologo Carlo Galli e la situazione politica ed economica, italiana e internazionale: "Economia senza controllo, nessuno la può governare"

Il Teatro Sancarlino ospita il secondo appuntamento con il tris di incontri organizzato dalle Fondazioni Trebeschi e Piccini ‘Crisi economica e nuove sfide’, con un ospite di riguardo e di fama sovranazionale, il politologo Carlo Galli. Il nuovo esecutivo di Mario Monti prende forma concreta giorno dopo giorno, mentre da tutte le parti si discute di spread e di Bond tedeschi e il mondo occidentale si accorge che forse il capitalismo buono non esiste proprio. “Questo è il risultato dell’età globale – spiega il professor Galli, docente all’Università di Bologna – dove non esiste più un’economia a somma positiva ma abbiamo invece un’economia senza freni, in cui è venuto meno uno dei più grandi antagonisti del mercato, lo Stato”.

Lo scontro aperto è tra le elite politiche nazionali e le elite finanziarie mondiali, con le prime che soccombono rispetto alle seconde. “Lo Stato Sociale è stato il momento di massima collaborazione tra Stato ed economia, il compromesso con il capitale e la grande massa dei cittadini. Gli Stati europei nel dopoguerra sono riusciti a investire molto nel sociale fino a che la destra non ha fatto saltare tutto, quando Reagan e la Thatcher hanno mandato all’aria questo tipo di società”. Oggi siamo quindi arrivati nel pieno dell’economia senza controllo: “Nessuno sa indirizzarla, nessuno sa governarla. Ma i guadagni sono così impressionanti che vale la pena rischiare”.

Tra una riuscita metafora del capitalismo distruttore, come il DNA che resiste ai millenni e alle estinzioni, Carlo Galli parla anche di Karl Marx: “Il capitalismo occidentale sta perdendo le sue basi materiali soggiogato dal capitalismo finanziario. Come è scritto ne Il Manifesto il capitale non è una potenza produttiva ma una potenza smaterializzante, con tutte le conseguenze del caso. Il capitalismo non muore ma rinasce, e si sposta nella perfetta indifferenza”. Ma l’Italia come sta? “Il capitalismo italiano è sempre stato molto debole e molto protetto, ha sempre avuto bisogno dello Stato per sopravvivere. Tanto che non si è mai avuta una vera competizione tra capitali a fronte invece di una costante competizione tra lavoratori”.

La teoria di Galli segue una logica precisa, e richiama i problemi già sottolineati nel primo incontro del Sancarlino: la crescita zero, il futuro precario, la svalutazione di tutti i prodotti italiani, dall’industria ai servizi. “Perché siamo così deficienti rispetto ai veri bisogni di cui sopra? Bisogna restaurare lo Stato Sociale e fare di questa società una società pluralista, un pluralismo di parti e un pluralismo di interessi. Negli ultimi anni c’è stata una parte sola che ha sempre proclamato di essere il popolo, un’avventura politica che si è conclusa proprio per la scelta infelice di voler cavalcare il mercato, mescolando liberalismo confuso e liberismo sfrenato”.

“Il bene più minacciato è proprio la capacità di progettare il proprio avvenire. Il giovane di oggi non ha la possibilità di immaginare il suo futuro”.

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Carlo Galli a Brescia: «Stato sociale e società pluralista»

BresciaToday è in caricamento