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Lunedì, 6 Dicembre 2021
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Sempre più care le bollette dei bresciani: previsti aumenti fino al 20%

Investimenti sulla rete per 430 milioni: si stima un aumento delle tariffe in tutta la provincia fino al 20%

Già la bolletta d'acqua (dolce) per i bresciani era abbastanza salata, eccome: dai dati resi noti nel 2019 risultava essere la più cara della Lombardia. Ma presto lo sarà ancora di più: da qui al prossimo triennio si prevedono incrementi in tutta la provincia, fino al 20%. Con questo nuovo aumento si stima una crescita del “peso” delle singole bollette dal 25% al 30% in più rispetto a quanto si pagava cinque anni fa.

Lo scrive il Giornale di Brescia, che riporta gli esiti dell'ultimo Consiglio provinciale: è qui che la Provincia di Brescia, appunto, ha approvato le tariffe al rialzo che coinvolgeranno tutti i gestori del ciclo idrico operativi sul territorio (A2A, Acque Bresciane, Asvt ed Erogasmet). Manca ancora un passaggio, ovvero l'approvazione definitiva di Arera, l'Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente.

Investimenti per 430 milioni in 3 anni

Non che gli aumenti non ci siano stati già negli ultimi anni. Nel periodo dal 2016 al 2019, infatti, si vai picchi di A2A e Asvt (in entrambi i casi +34%) all'incremento comunque significativo (+15%) di Acque Bresciane. Il motivo è legato in primis agli investimenti: più un'azienda investe in infrastrutture, più gli utenti pagano.

Investimenti necessari, ricordiamo: in molti casi si interviene, ad esempio per ridurre le perdite nell'acquedotto; in molti altri, invece, per la depurazione delle acque (questione sanitaria a parte, dove è assente o fuori norma sono previste pesanti sanzioni europee). In tal senso, il nuovo piano triennale provinciale vale oltre 430 milioni di euro.

La questione del depuratore del Garda

Ma potrebbe non essere finita: all'appello, infatti, manca il maxi-depuratore del Garda (che si dovrebbe realizzare tra Gavardo e Montichiari, ma sono attese in questi giorni ulteriori valutazioni alternative). Per realizzare l'opera ci vorrà almeno un decennio, forse di più, e ad oggi il preventivo viaggia ben al di là dei 200 milioni di euro. Al netto del contributo ministeriale da tempo annunciato – circa 100 milioni di euro, ma da spendere sia per la sponda bresciana che per quella veneta – anche quest'opera dovrà essere in parte finanziata con un aumento delle tariffe. 

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