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Sabato, 24 Febbraio 2024

Alessandro Gatta

Giornalista

"Se fosse tuo figlio riempiresti il mare di navi di qualsiasi bandiera"

Una poesia dedicata a coloro che muoiono in mare

Sono 67 le vittime accertate, tra cui 14 bambini, ma si teme che molti altri corpi siano stati inghiottiti dalle onde. E' il naufragio di Steccato di Cutro, lungo le coste del Crotonese, l'ennesima tragedia del "mare nostrum", il Mar Mediterraneo: un cimitero d'acqua in cui in 10 anni sarebbero morte annegate quasi 30mila persone, secondo i dati dell'Organizzazione internazionale per le migrazioni riportati dall'Ansa. Di parole ne sono state dette tante, molte inutili, molte senza cuore. Un solo pensiero, contro quella che il comitato Genovasolidale definiva "una cenere tossica, sparsa a piene mani da mestatori di paura, da cinici con i neuroni specchio che riflettono solo diffidenza, da professionisti nella costruzione del nemico da usare poi come agnello sacrificale": è il pensiero di Dante Alighieri, citato dal Centro Filippo Buonarroti, ovvero "Noi che abbiamo per patria il mondo, come i pesci il mare". E' il tempo di una poesia di Sergio Guttilla, poeta siciliano, dedicata a coloro che muoiono in mare, affogati, in attesa di una nave che li salvi. Il titolo? "Se fosse tuo figlio".

Se fosse tuo figlio

Se fosse tuo figlio 
riempiresti il mare di navi
di qualsiasi bandiera.
Vorresti che tutte insieme
a milioni
facessero da ponte
per farlo passare.
Premuroso, 
non lo lasceresti mai da solo
faresti ombra
per non far bruciare i suoi occhi,
lo copriresti
per non farlo bagnare
dagli schizzi d'acqua salata.
Se fosse tuo figlio ti getteresti in mare,
uccideresti il pescatore che non presta la barca, urleresti per chiedere aiuto,
busseresti alle porte dei governi
per rivendicare la vita.
Se fosse tuo figlio oggi saresti a lutto,
odieresti il mondo, odieresti i porti
pieni di navi attraccate.
Odieresti chi le tiene ferme e lontane
Da chi, nel frattempo
sostituisce le urla 
con acqua di mare.
Se fosse tuo figlio li chiameresti
vigliacchi disumani, gli sputeresti addosso.
Dovrebbero fermarti, tenerti, bloccarti
vorresti spaccargli la faccia,
annegarli tutti nello stesso mare.
Ma stai tranquillo, nella tua tiepida casa
non è tuo figlio, non è tuo figlio.
Puoi dormire tranquillo
e soprattutto sicuro.
Non è tuo figlio.
E' solo un figlio dell'umanità perduta,
dell'umanità sporca, che non fa rumore.
Non è tuo figlio, non è tuo figlio.
Dormi tranquillo, certamente
non è il tuo.
Non ancora.

"Se fosse tuo figlio riempiresti il mare di navi di qualsiasi bandiera"

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