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Jonathan Bachini: «Voglio tornare al calcio, ho pagato per le mie colpe»

La cocaina e la prima squalifica, la recidività e la radiazione a vita: ma ora Jonathan Bachini chiede di poter tornare, di allenare la squadra dei suoi amici, in Terza Categoria. E se la prende con quelli di Scommessopoli

E chi se lo dimentica Jonathan Bachini, quel capellone nato a Livorno che a Brescia si è fermato per quasi cinque anni, dopo qualche salto qua e là tra Udine e Torino (sponda Juventus), Lecce e Siena. Fino a quel maledetto 2006, l’anno in cui Bachini viene beccato, ancora, con quella maledetta cocaina, e viene radiato a vita dal calcio, giocato e allenato.

In piena Scommessopoli l’ex centrocampista biancoblu torna a parlare, torna a chiedere perdono, il calcio quando lo perdi ti manca troppo, star vicino a un campo, inseguire il pallone, dare indicazioni: cose a cui è difficile rinunciare. Ma per lui è stato difficile rinunciare alla coca, quella che l’ha rovinato, almeno sportivamente parlando.

“Ho chiesto la grazia alla FIGC e niente da fare – ha detto Bachini – Mi hanno detto che dipende tutto dal CONI. Mi hanno consigliato di rivolgermi alla WADA (World Anti-Doping Agency, ndr) ma io non so proprio come fare. Chiedo solo di poter allenare, anche una squadretta qualunque, è l’unica cosa che so fare. Non posso stare nemmeno in panchina, ho una squadra di amici a Livorno, in Terza Categoria, siamo stati pure promossi. Ma non posso fare nulla, vorrei dare una mano e non posso. Mi tocca stare fuori”.

“Ho sbagliato, certo che ho sbagliato. Ma ho pagato tanto, e sto pagando qualcosa di esagerato. La giustizia sportiva non è uguale per tutti: chi va in carcere quando esce può tornare tranquillamente a lavorare. Io no, è allucinante, è una vergogna”. Lasciato solo, abbandonato al suo destino: “Chi mi è rimasto vicino? Nessuno, scomparsi tutti. Solo il team manager del Brescia, Piovani, e poi Tommasi e Ulivieri”.

Il Baco chiede di tornare là, vicino alla passione di una vita. E se la prende con Scommessopoli, con tutti quelli coinvolti: “Quelli sì che devono pagare, e tutti alla stessa maniera. Altro che sconti di pena! Sono loro quelli che hanno fatto del male, alle loro società, ai loro compagni, ai loro tifosi. Io, in fondo, ho fatto del male solo a me stesso”.

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