Coronavirus e fake news: tutte le false notizie delle ultime ore

Sono almeno tre i casi di fake news che riguardano la provincia di Brescia e non solo: l'offensiva degli sciacalli che rischiano pesanti denunce per procurato allarme

Tra sciacalli e psicosi, anche la gestione dell'umore non è delle migliori nei giorni del coronavirus in Lombardia e in tutto il Nord Italia: gli ultimi aggiornamenti del bollettino locale hanno confermato più di 100 casi, tra cui 89 in terra lombarda e 17 in Veneto, poi due in Emilia Romagna e uno in Piemonte. L'allerta è massima, così come il coordinamento tra enti, autorità sanitarie e istituzioni.

Sciacalli e fake news

Eppure, anche in un momento così delicato, c'è chi si prende gioco dei timori e della paura della gente, forse per qualche like in più sui social oppure per qualche breve attimo di visibilità. O forse solo per fare uno stupido scherzo. Ma che costerà caro, molto caro: chi di dovere si è già mosso, anche con denunce per procurato allarme. Il riferimento è alle tante fake news, le bufale, che stanno circolando proprio in queste ore e proprio in merito al coronavirus. Il consiglio è quello di tenersi aggiornati solo attraverso canali d'informazione riconosciuti, e comunque attenersi alle indicazioni degli enti preposti (come la Regione, oppure il Ministero della Salute). Sono tre in particolare i casi di fake news che hanno imperversato anche a Brescia e provincia.

La prima fake news all'ospedale Pederzoli

Il primo e più eclatante arriva dal lago di Garda. A decine le segnalazioni di due presunti casi di sospetto coronavirus alla clinica Pederzoli di Peschiera. Circolava un audio su Whatsapp che ha scatenato in parte il panico, in parte l'indignazione (da chi aveva capito che era tutta una fuffa). La conferma è arrivata a più riprese anche dai diretti interessati: “Nessun caso di coronavirus all'ospedale Pederzoli di Peschiera”, si legge in una nota.

“Il 20 febbraio si è presentata in pronto soccorso – fanno sapere dall'ospedale – una donna italiana di circa 30 anni, proveniente da Desenzano, con un quadro di sospetta influenza virale che, a scopo precauzionale, è stata inviata presso il Centro di riferimento provinciale dell'Azienda ospedaliera di Borgo Roma a Verona. Successivamente, ancora al pronto soccorso, si è presentata un'altra cittadina italiana in contatto con la precedente, proveniente da Desenzano, che presentava sintomi influenzali. Tutti i dati clinici e gli accertamenti microbiologici eseguiti sulle due pazienti hanno confermato la diagnosi da sindrome influenzale, escludendo la presenza del Covid-19 coronavirus. L'ospedale Pederzoli, in relazione alle false notizie di ricovero, presenterà denuncia per procurato allarme”.

Screenshot fasulli dalla Valle Camonica

Ha fatto parecchio rumore, sui social, anche il falso screenshot (e fatto pure male) in cui è stata ripresa, modificandola, una pagina di un quotidiano nazionale in cui veniva riportato il primo caso di coronavirus a Piancogno: un ragazzo di 20 anni ricoverato all'ospedale. Tutto maldestramente falso, come scrive Teleboario: “In queste ore sta circolando una foto che è una fake news. Insieme agli organi sanitari invitiamo tutti a non diffondere notizie per sentito dire. Le autorità della sanità lombarda stanno lavorando alacremente e non hanno spazio per contrastare chi diffonde inutilmente panico attraverso notizie false”.

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Il caso (smentito) di Montichiari

Terzo e ultimo caso, almeno per ora, il falso ammalato a Montichiari. Circostanza che è circolata parecchio, sabato pomeriggio, ma prontamente smentita. Anche dal sindaco: “Si sta diffondendo la notizia che all'ospedale di Montichiari vi sia un caso conclamato di coronavirus – scrive il primo cittadino Marco Togni – Questo è il messaggio che circola, a opera di un signore la cui presunta moglie lavora in ospedale. Tutto falso. Ad oggi, sabato 22 febbraio, posso attestare che nessun caso è stato accertato a Montichiari, non c'è alcun caso sospetto, l'ospedale è aperto e perfettamente funzionante, l'ospedale nel caso è pronto ad attivare tutte le procedure previste. Si prega di evitare inutili fobie, allarmismi e soprattutto la diffusione di notizie false e non verificate. Capiamo che è un momento di preoccupazione per tutti, ma il procurato allarme rimane comunque un reato”.

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