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Mal'aria nostrana: la città di Brescia tra le più inquinate d'Europa

Lo rivela l'Agenzia europea per l'ambiente: ecco la mappa della vergogna

Foto da Instagram

Mal'aria nostrana: la città di Brescia è tra le più inquinate d'Italia e d'Europa. Lo rivela la nuova “mappa visuale” (consultabile a questo link) dell'Agenzia europea per l'ambiente, in cui le città sono classificate dalla più pulita alla più inquinata sulla base dei livelli medi di particolato fine (Pm2,5) degli ultimi anni. Delle 323 città analizzate in tutto il continente, solo 127 hanno qualità dell'aria classificata come buona, ovvero al di sotto degli orientamenti sanitari per l'esposizione a lungo termine al Pm2,5 – pari a 10 microgrammi per metro cubo d'aria – fissati dall'Organizzazione mondiale della sanità.

Le città peggiori in Europa si trovano soprattutto in Italia, nell'Est europeo e solo in piccola parte in Spagna, Francia e Germania. Dal 2019 al 2020 le tre città più pulite in termini di qualità dell'aria sono state Umea in Svezia, Tampere in Finlandia e Funchal in Portogallo, mentre le tre più inquinate sono Nowy Sacz in Polonia, Cremona in Italia e Slavonski Brod in Croazia. 

La città di Brescia tra le peggiori in Europa

La città di Brescia si piazza al 315mo posto su 323 città totali, con una media di 24 μg/m3 di Pm2,5: dunque solo otto città in tutta Europa fanno peggio del capoluogo bresciano. Tra queste anche due italiane: la citata Cremona, al penultimo posto tra le peggiori del continente con 25,9 μg/m3 di Pm2,5 rilevati, e Vicenza, al quart'ultimo posto (320ma nel ranking) con 25,6 μg/m3 di Pm2,5 rilevati. 

Dall'altra parte della graduatoria, in Italia, la città più pulita è invece Sassari, in Sardegna, con soli 5,8 μg/m3 di Pm2,5 rilevati: seguono Genova (7,1 μg/m3), Livorno (8,8 μg/m3), Salerno (9,1 μg/m3), Savona (9,3 μg/m3) e Catanzaro (9,4 μg/m3). Sono le uniche che rientrerebbero nella norma di tutela della salute prevista dall'Oms.

In un anno quasi mezzo milione di morti

“Il particolato fine – fa sapere l'Agenzia europea dell'ambiente – è l'inquinante atmosferico con la maggiore incidenza sulla salute in termini di morti premature e malattie. L'esposizione a lungo termine al Pm2,5 causa, in particolare, malattie cardiovascolari e respiratorie. Sebbene negli ultimi 10 anni si sia registrato un netto miglioramento della qualità dell'aria in Europa, dall'ultima valutazione annuale effettuata dall'Agenzia in tale ambito, si evince che nel 2018 l'esposizione al particolato fine avrebbe causato circa 417mila morti premature in 41 Paesi europei”. 

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