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Omicidio Sana, De Corato: "Segnale forte dalla Procura di Brescia"

Il procuratore generale di Brescia ha avocato a sè l'inchiesta sulla morte di Sana Cheema, la ragazza morta in Pakistan lo scorso aprile dopo aver rifiutato il matrimonio combinato.

L'assessore alla Sicurezza, Immigrazione e Polizia locale della Regione Lombardia, Riccardo De Corato, ha definito "segnale forte e che va nella giusta direzione" la notizia che il procuratore generale di Brescia ha avocato a sè l'inchiesta sulla morte di Sana Cheema, la ragazza morta in Pakistan lo scorso aprile dopo aver rifiutato il matrimonio combinato, ed ha iscritto nel registro degli indagati il padre, lo zio ed un fratello di Sana con l'accusa di omicidio.

"Ogni donna in Italia - ha aggiunto De Corato -  deve avere giustizia. La vicenda di Sana apre ancora gli occhi su come viene trattata la donna in alcuni contesti del mondo islamico e come si tentò di giustificare e tollerare questo episodio". 

"Una ragazza - ha concluso De Corato - che è stata penalizzata dalla propria famiglia perché 'colpevole' di essersi integrata a Brescia, dove ha studiato e lavorava, ed essersi innamorata di un ragazzo italiano, senza piegarsi alla volontà dei parenti che avrebbero voluto venderla in sposa ad un loro connazionale. In caso di colpevolezza degli indagati, il Governo italiano dovrà impegnarsi per la richiesta di estradizione"

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