Venerdì, 18 Giugno 2021
Politica

Radio Padania: insulti alla Kyenge difesi con l'evoluzionismo

Su Radio Padania 'fastidio' degli ascoltatori per le polemiche, che difendono Calderoli: c'è chi parla di doppiopesismo e chi cita l'evoluzionismo di Darwin

E' il 'fastidio' per le polemiche seguite alla parole di Roberto Calderoli sul ministro Kyenge il filo conduttore degli interventi degli ascoltatori di Radio Padania, stamani nel 'microfono aperto' condotto da Leo Siegel. 'Fastidio' giustificato dal fatto che "ci sono cose ben più importanti in Italia di cui discutere - ha detto ad esempio un ascoltatore - che non di una battuta su cui peraltro Calderoli ha chiesto scusa".

E' stato lo stesso conduttore a invitare gli ascoltatori a non focalizzare gli interventi sulla questione Kyenge "perchè mi sembra - ha detto - che si sia fatta una questione mondiale di una cosa tutto sommato limitata. E Calderoli oltretutto ha chiesto scusa, con un coraggio che non tutti hanno".

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"Diciamo no doppiopesismo - ha argomentato un ascoltatore che ha detto di Chiamare da Besozzo - stanno facendo un dibattito che non ha senso" e Marco di Mantova ha affermato che "è stupido parlare di queste cose che servono a stordire gli stolti. Il potere sta censurando qualsiasi cosa che non gli piaccia, non si può più esprimere una opinione. E poi guardiamo un altro caso: alla Carfagna hanno detto che le fanno la pelle, una cosa gravissima, ma non mi pare che ci sia stata tutta la bagarre e il clamore che è nato intorno alla questione Calderoli".

Non è mancato chi ha fatto appello all'evoluzionismo come un ascoltatore che ha argomentato "io non mi offenderei se dicessero che somiglio a una scimmia perchè gli scienziati da Darwin in poi ci hanno insegnato che discendiamo direttamente dai primati. Mi offenderei se mi dicessero faccia da c...". Ma in generale gli interventi sono stati di malumore e fastidio per la eco che la vicenda ha avuto.

"Non parlo di Calderoli perchè ci sono temi ben più gravi da affrontare, come il lavoro che manca e le imprese che chiudono - ha detto in chiusura Renato - ma voglio ricordare che nessuno si scandalizzo quando la ex deputata comunista, tale Dacia che era eritrea mi pare, dette a tutti gli italiani dei figli di buona donna per via delle guerre coloniali. Nessuno allora chiese le sue dimissioni".

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