La sorpresa alla conquista delle urne: eletto il candidato col kalashnikov

Con poco meno di una settantina di voti Talat Chaudhry sarebbe stato eletto al Consiglio di quartiere di Via Cremona: era stato fotografato mentre imbracciava un kalashnikov

Talat Chaudhry (fonte Facebook)

Sembrava destinato a un'inevitabile esclusione, e invece la Commissione tecnica della Loggia lo aveva comunque ammesso, come candidato al Consiglio di quartiere di Via Cremona: nessun precedente, fedina penale pulita. L'unica pecca? La foto recuperata su Facebook che lo ritraeva armato di un kalashnikov, scattata in occasione del matrimonio del fratello, in Pakistan.

Insomma, un gran polverone. Ma che non ha impedito al 43enne Talat Chaudhry di essere eletto come membro del Consiglio di quartiere della sua zona. Sarebbe l'ultimo a poter farne parte: nella giornata di domenica ha incassato poco meno di una settantina di voti. Prima dell'ufficialità manca il via libera definito del Comitato di verifica.

Ma ormai sembra cosa fatta. E così anche il candidato con il mitra farà parte di uno dei tanti Consigli di quartiere della città. Era stato proprio il sindaco Emilio Del Bono a chiedere un passo indietro: “La scelta di pubblicare una propria fotografia armato – aveva detto il primo cittadino – va contro i principi contenuti nello Statuto del Comune di Brescia, che invece inneggiano alla pace e alla fratellanza”.

Dal canto suo Chaudry si è sempre difeso, minimizzando la portata di quella foto, a detta del candidato scattata in un determinato contesto e senza alcun fine violento, che fosse un inno alla guerra, alla violenza o al terrorismo.

Il voto di domenica

Ma intanto domenica si è votato, dalle 8.30 alle 20.30 in tutti e 33 i Consigli di quartiere della città, dal Villaggio Prealpino a San Polo Parco, da Buffalora al Villaggio Badia, dalle Fornaci a Porta Venezia. Erano quasi 400 i candidati in corsa, di età media di poco inferiore ai 50 anni: di questi 254 uomini e 137 donne.

L'affluenza registrata è di poco superiore al 10%: il dato definitivo (salvo smentite) dovrebbe attestarsi intorno al 10,24%, non molto diverso dalla percentuale di quattro anni fa (si era votato nel 2014).

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