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Foto d'archivio

Foto d'archivio

Muore nell'incidente stradale, ma il processo è tutto da rifare: "Chi guidava?"

Nello schianto tra Palazzolo e Cologne morì il 45enne Domenico Maiorano: per la Cassazione non si sa chi c'era alla guida, e il processo è da rifare

Ribaltone giudiziario in Cassazione, a dieci anni e un mese dall'incidente mortale che tra Palazzolo sull'Oglio e Cologne costò la vita al 45enne Domenico Maiorano: per i giudici il processo è da rifare. Lo scrive il Giornale di Brescia: non ci sarebbero le prove che quella notte alla guida ci fosse Andrea Pedersoli, all'epoca accusato da un testimone e poi condannato nei primi gradi di giudizio.

Tutto da rifare: mancano gli elementi per sapere con certezza chi fosse alla guida. Nel terzo e ultimo grado di giudizio i giudici non hanno ritenuto attendibile la testimonianza della persona che negli anni ha sempre accusato Pedersoli. Nella Volkswagen Polo distrutta dall'incidente non ci sarebbero le impronte del testimone, ma nemmeno quelle di Pedersoli.

A dieci anni dall'incidente

Una vicenda intricata. Lo schianto avvenne intorno alle 4.30 del mattino: l'auto finì dritta contro un palo della luce dopo aver “volato” su una rotatoria a velocità parecchio elevata. Quando arrivarono i soccorsi e le forze dell'ordine sull'auto c'era solo Maiorano, ormai già morto.

Gli altri che erano con lui scapparono tutti, facendo perdere le proprie tracce. Le indagini serrate riuscirono in parte a ricostruire la vicenda. L'impianto accusatorio si concentrò in particolare nei confronti di Andrea Pedersoli, considerato l'uomo alla guida. Almeno fino ad oggi, fino alla sentenza della Cassazione che smentisce tutto.

Insomma non si sa ancora chi fosse al volante quella terribile notte. Una domanda ancora senza risposta, a dieci anni dall'incidente, nell'aprile del 2009. Quella notte pioveva, l'asfalto era viscido. L'auto tra l'altro era rubata: finirà fuori strada forse per la velocità elevata. Poi tutti scappano, lasciando Maiorano al suo destino.

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